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“De exorcizandis obsessis a demonio”: riflessioni antropologiche su teorie e metodi nel trattamento dei posseduti nella Chiesa Cattolica

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Francesco Rizzardi - Università degli Studi di Roma La Sapienza - [2000-01]
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  • Bibliografia
  • Tesi completa: 164 pagine
  • Abstract
    La tesi ha per oggetto il fenomeno della possessione diabolica, così come viene concepita e rielaborata dal rituale cattolico dell'esorcismo. Il taglio antropologico del lavoro mette in relazione i presupposti, le procedure e gli obiettivi dell'esorcismo con i riti di possessione praticati in aree extra-europee (soprattutto Africa, aree caraibiche e Brasile). La varietà delle funzioni e degli aspetti contenuti nei riti di possessione (teatrale, sociale, terapeutico, ecc.) si ritrovano, più o meno attenuati, nell'esorcismo cattolico. Testi di esorcisti e di laici direttamente impegnati, interviste a medici e resoconti di sedute esorcistiche delineano nel particolare la fisionomia e la struttura del rito. Si tratta di una messa in scena "terribilmente seria", un vero e proprio dramma mitico-rituale istituito dai due attori, l'esorcista e il posseduto, e strutturato secondo una serie di fasi predefinite: il sacerdote induce la crisi nel paziente e la controlla, secondo i modelli sanciti dalla teologia; il posseduto assumerà il ruolo "diabolico" che il sacerdote si aspetta, i cui caratteri e comportamenti sono anch'essi fissati dalla tradizione cattolica. Infine, l'esorcista dispiega atti, preghiere e gesti simbolici per permettere al paziente di riappropriarsi del sé, distaccandosi dal ruolo, e quindi, di liberarsi. Tuttavia, la guarigione richiede, spesso, cicli di più sedute ed è, in ogni caso, condizionata a un cambiamento generale dello stile di vita: un rinnovamento fondato sui valori cristiani e sulla partecipazione a gruppi di preghiera, il cui fine è preservare l'anima da possibili futuri attacchi del Male. In realtà, è proprio la fase finale del rito esorcistico a porlo in antitesi con i rituali di possessione studiati dagli antropologi. Laddove il primo ammette la sola possessione malefica, i riti africani, afroamericani o caraibici prevedono l'invasamento da parte di entità di varia natura, quasi sempre da ingraziare o addomesticare, per trarre da essi un potere e dei benefici altrimenti impensabili.
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