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''Intrappolati nella Rete'': interazioni tra i minori e il mondo Internet

Autore
Elisa Corigliano - Università degli Studi della Calabria - [2004-05]
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  • Bibliografia
  • Tesi completa: 224 pagine
  • Abstract
    L’ipotesi di partenza è che anche Internet, così come accade nella realtà, può riservare delle brutte sorprese: il rischio e le trappole per i navigatori più piccoli e adolescenti sono reali.
    Nel primo capitolo, dopo un’analisi delle origini, dell’evoluzione della rete, e dei diversi servizi da essa offerti, un ampio spazio è dedicato alla comunicazione mediata dal computer (CMC); sono stati analizzati gli elementi basilari che caratterizzano questo tipo di comunicazione rispetto alle forme “tradizionali” (telefonica, scritta, faccia a faccia, epistolare) e identificate all’interno della stessa due modalità comunicative distinte, quella asincrona (in differita) e quella sincrona (in simultanea).
    Si potrà constatare come la rete si stia sviluppando da molto tempo, espandendosi con un ritmo davvero impressionante, soprattutto nell’ultimo decennio, influenzando sempre più aspetti della vita economica, sociale e culturale di ogni paese, che trovano il loro posto all’interno di questo mondo virtuale.
    Il secondo capitolo analizza il mondo virtuale, delineando concetti quali realtà virtuale, cyberspazio, comunità virtuale; l’analisi si è ulteriormente diretta all’illustrazione delle recenti teorizzazioni delle modalità di comunicazione in questo ambito, mettendo in evidenza le varie possibilità di far parte di una comunità virtuale, presenti all’interno della rete (newsgroup, forum, chat, MUD), oltre che ad aspetti di notevole interesse (identità in rete, utilizzo del linguaggio, amore on-line).
    Il terzo capitolo è stato dedicato ad un esame delle trappole e dei possibili rischi che Internet può generare.
    E’ stato trattato il problema del computer crime, fornendone oltre che una definizione, anche una classificazione tipologica (crimini informatici, sociali ed economici); una certa attenzione sarà riservata, alla fine del capitolo, alla sindrome IAD (Internet Addiction Disorder) e al delicato tema della pedofilia on-line.
    La ricerca a cui è dedicato il quarto e ultimo capitolo si propone di verificare l’uso, l’abuso e l’ipotetica dipendenza da Internet, e di analizzare la percezione dei rischi di pedofilia on-line nell’ambito delle realtà direttamente esposte a tale rischio (i minori), e da parte di coloro che sono istituzionalmente deputati al controllo e all’educazione dei più piccoli, soprattutto genitori ed insegnanti.
    Nella prima parte del capitolo viene descritto il disegno di ricerca, si definiscono gli obiettivi, gli strumenti utilizzati, le caratteristiche del campione e le modalità di raccolta e di codifica dei dati.
    Successivamente, vengono descritte nel dettaglio le modalità con cui è stata condotta l’analisi statistica, e vengono analizzati i risultati ottenuti verificando se confermano o meno le ipotesi di partenza.
    E’ stata rivolta a un campione di minori di età compresa fra i 10 e i 15 anni per analizzarne i comportamenti durante la navigazione sulla rete.
    Partendo dall'allarme pedo-pornografia in Internet, la ricerca è stata voluta per comprendere tutti i reali pericoli cui sono esposti i minori quando usano PC connessi in rete, dalla pedofilia alla disponibilità di contenuti osceni o nocivi, dalle truffe alla violazione della privacy, alla fruizione eccessiva del mezzo.
    In occasione della presentazione dei dati emersi, si parlerà degli atteggiamenti dei minori rispetto alle dinamiche del mondo web, della loro percezione del rischio e di sensibilizzazione a una navigazione protetta e sicura (temi che riguardano tutti coloro che sono deputati al controllo e all’educazione dei più piccoli, genitori ed insegnanti in primo luogo).
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