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La creatività secondo Richard Florida: analisi della classe creativa nella città di Roma

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Simone Siddu - Università degli Studi di Roma La Sapienza - [2004-05]
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  • Bibliografia
  • Tesi completa: 183 pagine
  • Abstract
    L’economia e la società sono sempre più influenzate dalla creatività, dalla capacità di produrre idee, conoscenze e innovazione. Questa capacità è sempre stata importante ma negli ultimi anni è letteralmente esplosa, tanto che la creatività umana viene considerata la fonte del vantaggio competitivo. Partendo da questa considerazione Richard Florida nel suo celebre libro “The Rise of the Creative Class” pubblicato negli Stati Uniti nel 2002 superando i concetti di economia “dell’informazione” o “della conoscenza” afferma la nascita della cosiddetta “economia creativa” nei Paesi a capitalismo avanzato caratterizzati dalla crescita della cosiddetta “classe creativa”.
    Scienziati, ingegneri, docenti universitari, artisti, architetti ma anche medici, avvocati e dirigenti, la classe creativa è costituita da un insieme eterogeneo di professioni che producono qualcosa di nuovo e utile nel normale svolgimento del proprio lavoro.
    L’individuazione e la misurazione della classe creativa costituisce il primo aspetto principale del libro di Florida e a ciò si affianca l’elaborazione di un modello statistico secondo cui i “creativi” si concentrano in contesti urbani caratterizzati dalla presenza di tre fattori specifici: tecnologia, talento e tolleranza (le 3T). Ovvero, la concentrazione della classe creativa è più alta in quelle città caratterizzate dalla presenza di persone con un elevato livello di istruzione (il talento), dalla presenza di imprese high-tech e da un elevato numero di brevetti prodotti (la tecnologia) e dalla presenza di un numero rilevante di stranieri e omosessuali (la tolleranza).
    Questa tesi, una volta descritti gli aspetti fondamentali della teoria di Richard Florida, si propone innanzitutto di mostrare come questo modello sia valido anche nel contesto italiano attraverso l’analisi delle 3T nelle venti città capoluogo sulla base dei dati raccolti nell’ambito del progetto “L’Italia nell’era creativa” da Irene Tinagli e Giovanni Padula coordinatori del Creativity Group Europe, un gruppo di ricerca fondato nel 2004 che applica le teorie dell’economista americano nei Paesi Europei.
    Dalla constatazione del primato “creativo” della città di Roma è nata, successivamente, la spinta a intraprendere un percorso personale di ricerca, dal carattere essenzialmente esplorativo, volto a far emergere, attraverso nove interviste a un campione di “testimoni privilegiati”, la fisionomia della classe creativa che a Roma risiede e lavora continuativamente e soprattutto la percezione “in termini creativi” della città.
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