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Affari nel pallone - il business della chiacchiera sportiva

Autore
Beatrice Bossi - Università degli Studi di Roma La Sapienza - [2003-04]
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  • Bibliografia
  • Tesi completa: 125 pagine
  • Abstract
    E' stato il calcio a cambiare il modo di fare televisione o è stata la televisione a cambiare il modo di vivere lo spettacolo sportivo?
    E’ difficile trovare una risposta, perché in verità sono esatte entrambe le affermazioni.
    Da una parte, l’ avvento della televisione nel mondo dello sport ha permesso di ampliare enormemente la platea del pubblico, facendo diventare il calcio una delle discipline più praticate e seguite dell’ epoca moderna. La televisione ha permesso al tifoso di vedere sullo schermo tv uno spettacolo decisamente diverso da quello visto dal vivo: più dettagliato e lineare, in coincidenza con le regole della narrazione televisiva.
    Dall’ altra parte, l’ attenzione che gli appassionati hanno rivolto al pallone si è tradotta in termini televisivi nell’ inserimento costante di eventi sportivi all’ interno dei palinsesti e nella successiva creazione di innumerevoli programmi di infotainment. Nel 1981 finisce il monopolio Rai e scatta la corsa delle emittenti private per la conquista dei diritti di trasmissione delle partite, dando avvio all’ incessante crescita dei prezzi. Ma il calcio televisivo non si riduce alla sola trasmissione della partita in campo. Il gioco più amato dagli italiani conquista sempre più spazio all’ interno dei palinsesti di tutte le emittenti attraverso la geniale traduzione della chiacchiera da Bar Sport in programmi televisivi, in cui la materia calcistica è al centro di interminabili discussioni e satire.
    Inoltre la televisione ha impresso un’ accelerazione decisiva per la trasformazione dello sport in business. Infatti, molte aziende industriali hanno visto nel calcio-spettacolo un facile veicolo di trasmissione pubblicitaria del proprio marchio ed è cominciato il tentativo di acquistare spazi, in campo e in tv, per la diffusione del proprio messaggio: dalla cartellonistica agli spot, fino a giungere anche sulle divise degli stessi calciatori.
    Ma tutto questo denaro ha cambiato, in qualche modo, l’ essenza etica e morale che costituisce le fondamenta di ogni disciplina sportiva? Probabilmente si. Purtroppo si.
    La visibilità televisiva di quello che una volta era considerato solo un gioco, ha permesso di dare vita ad una vera e propria industria del pallone, che ormai ignora totalmente il gusto del divertimento e tende solo alla ricerca della ricchezza. Infatti, probabilmente, è proprio la ricerca ossessiva della vittoria (che porta, chiaramente, a maggiori premi in denaro) che costringe molti attori del mondo dello sport a cadere nella trappola del doping e della corruzione.
    Ormai per “calcio moderno” non si intende più una innovativa tattica di gioco olandese, ma un nuovo modo di fare affari. Ebbene si, sembra proprio che grazie alla televisione il mondo del pallone sia diventato il centro di un enorme giro di denaro che permette di associare il mondo dello sport anche ai valori del profitto e della ricchezza, oltre a quelli della lealtà e correttezza.
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