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La fecondità e la mortalità infantile in Africa: cause, conseguenze e possibili soluzioni

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Francesca D'ischia - Università degli Studi di Roma La Sapienza - [2003-04]
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  • Bibliografia
  • Tesi completa: 135 pagine
  • Abstract
    Nei paesi in via di sviluppo il comportamento demografico è molto più eterogeneo che nei paesi economicamente avanzati; per cui i continenti Asia o Africa raccolgono una molteplicità di Stati con caratteristiche geografiche, socio-economiche, politiche e demografiche molto diverse tra loro.
    Un altro elemento che differenzia i paesi in via di sviluppo dai paesi economicamente avanzati è senza dubbio la scarsa consistenza ed attendibilità delle rilevazioni demografiche, dato che soltanto in alcuni di essi esistono le rilevazioni di stato civile, importantissime per il calcolo di qualsiasi attendibile quoziente demografico .
    Le ragioni di questa discrepanza sono di carattere storico e anche economico. Considerando l’aspetto storico, bisogna rimarcare che i primi rudimentali esempi di rilevazione di stato civile, rappresentati dai registri parrocchiali sono apparsi nell’Europa cristiana; soltanto alla fine del sec. XVIII gli Stati civili moderni si sono diffusi in tutto il
    continente, passando dalle mani della chiesa a quelle dello Stato .
    Parallelamente i Paesi Bassi (1829) e il Belgio (1856) hanno creato i primi registri di popolazione.
    Nei paesi del sud del mondo, invece la storia dello stato civile è stata tutt’altra: nonostante l’obbligo della registrazione sancita occasionalmente a partire dalla fine del sec. XIX (1884 in Brasile, 1882 in Algeria), il sistema non si è sviluppato se non a partire dagli anni ’50 o ’60: le coperture erano a volte mediocri (Africa Nera, Asia del Sud), o più spesso incomplete.
    Sui principi teorici delle inchieste, cioè le procedure di osservazione su campioni rappresentativi della popolazione, esse, in campo demografico, sono state utilizzate in verità come mezzi di raccolta fino al 1950, nei paesi del nord come completamento delle informazioni relative allo stato civile, successivamente a poco a poco nei paesi del sud, come sostituto dei dati carenti relativi allo stato civile o la posto dei censimenti, ma anche come fonte autonoma di informazione sulle pratiche e sulle opinioni riguardo ad alcune problematiche.
    In gran parte dei paesi del sud esse costituiscono attualmente la fonte principale dei dati e della ricerca in demografia. Questo perché nel sud pochissimi paesi hanno i mezzi necessari per assicurare attraverso fondi economici propri le operazioni di raccolta su vasta scala; essi dipendono infatti dai finanziatori internazionali, dai collaboratori bilaterali o dai programmi internazionali di raccolta dei dati, quali sono il World Fertility Survey e la Demographic and Healt Survey. Questi due programmi introdotti rispettivamente, negli anni ’70 e negli anni ’80, hanno come scopo la raccolta di dati inerenti alla fecondità. Il primo si prefigge l’obiettivo della raccolta dei dati inerenti alla fecondità, mentre il secondo mira a alla raccolta dei dati relativi allo stato di salute della popolazione mondiale.
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