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Il quiz televisivo. Forme di interpretazione.

Autore
Maruska Berardi - Università degli Studi di Perugia - [2004-05]
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  • Bibliografia
  • Tesi completa: 114 pagine
  • Abstract
    L'elaborato è volto ad individuare la struttura e l'articolazione del quiz televisivo, considerandoli però da un punto di vista semiotico. Per perseguire questo obiettivo, innanzitutto è stata ricostruita la storia del quiz che dall’America, a partire dalla seconda metà degli anni Quaranta, ha invaso altri Paesi, giungendo fino in Italia, dove però ha subito profondi adattamenti. Seguono diverse possibili classificazioni del genere che tengono conto dell’evoluzione storica, del contenuto, della tipologia dei concorrenti e dei premi. Inoltre, analizzando la natura del genere, è emerso come il quiz, da un lato, è piuttosto frammentario permettendo una fruizione di tipo ipertestuale; allo stesso tempo, però, il genere mostra una struttura lineare paragonabile a quella di una narrazione, in cui un eroe, mediante una serie di prove cerca di ottenere il proprio Oggetto del desiderio.
    Nella seconda parte del lavoro, sono stati esaminati due diversi modelli di analisi: il modello interpretativo di U. Eco e quello generativo di A. Greimas.
    Il modello interpretativo analizza le operazioni che il lettore compie nel momento in cui si trova di fronte ad un testo e lo carica di significato. Secondo tale modello, un testo di per sé non ha alcun senso, lo acquisisce solo quando un lettore glielo attribuisce, attingendo alla sua “enciclopedia”. La semiotica interpretativa assume il punto di vista del lettore e non si interroga solo su come è fatto un testo, ma anche sulle reazioni che provoca nel momento in cui viene fruito. In effetti, Eco ritiene che il senso non si trova nel testo, ma a metà tra ciò che egli chiama “intentio operis” ed “intentio lectoris”, cioè tra il testo e le sue possibili interpretazioni. Tra autore e lettore si stabilisce una relazione in cui ognuno cerca di indovinare e di prevedere le mosse dell’altro. Per far sì che il lettore capisca, l’autore o il testo devono prevedere quali siano le informazioni enciclopediche di cui il destinatario già dispone per poter comprendere il testo e rendere esplicite quelle che immagina che il lettore non possieda.
    Il modello generativo si sofferma sull’organizzazione semiotica che regola la generazione del senso. Secondo tale modello, la concatenazione delle frasi e delle immagini che costituiscono un testo rappresentano una manifestazione di superficie che è l’espressione di una struttura soggiacente. Attribuendo ad ogni termine del testo un valore, positivo o negativo a seconda del soggetto che lo interpreta, si dà avvio al processo della narrazione. Nella formulazione della sua grammatica narrativa, Greimas si rifà alle funzioni narrative e alle sfere d’azione identificate da Propp, elaborando il modello attanziale, che verrà successivamente riformulato mediante lo schema narrativo canonico. Tale schema è articolato in quattro fasi: la manipolazione, cioè il momento contrattuale in cui il destinante affida il compito all’eroe ed egli accetta di realizzarlo; la competenza, che consiste nell’acquisizione da parte dell’eroe del saper-fare per poter svolgere il suo compito; la performanza, costituita dalla realizzazione del programma narrativo da parte dell’eroe; la sanzione, ossia il momento di verifica sulla riuscita dell' operato del Soggetto.
    Nell’ultima parte del lavoro, è stato effettuata un’analisi semiotica, applicata al quiz “L’eredità” di Amadeus. Riconoscendovi una struttura lineare, il gioco è stato studiato sulla base dello schema narrativo canonico elaborato da Greimas. In particolare, è emerso come nella fase della manipolazione il Destinante coincide con il Soggetto che partecipa al programma anche se, ne “L’eredità”, come negli altri giochi a premi, il vero Destinante-manipolatore è costituito dagli autori della trasmissione, poiché solo essi decidono il percorso dei concorrenti che non possono scegliere quando e a quali domande rispondere essendo queste preimpostate. La fase della competenza consiste nel possedere un bagaglio culturale piuttosto vasto, nella capacità di intuire quale potrebbe essere la risposta esatta nel caso di mancata conoscenza o, ancora, nella velocità di orientarsi tra le proprie reminiscenze. La fase della performanza è la fase centrale del racconto e consiste in sette prove: le prime sei conducono ognuna all’eliminazione di un concorrente, la prova finale dà la possibilità di conquistare il montepremi. La fase della sanzione è determinata da un parametro oggettivo: non esiste una giuria che soggettivamente sceglie il concorrente più preparato, ma è sulla base delle risposte fornite alle domende che viene sanzionata la prova di ogni concorrente.Infine, ci si è soffermati sulla componente mediatica che mostra chiaramente come tale trasmissione non rinuncia mai al marchio dello spettacolo di intrattenimento essendo un elemento di forte motivazione che spinge il telespettatore a restare incollato davanti al piccolo schermo.
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