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I bambini e la pubblicità: la sfida della Media Education

Autore
Chiara Vialmin - Università degli Studi di Udine - [2004-05]
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  • Bibliografia
  • Tesi completa: 89 pagine
  • Abstract
    I mezzi di comunicazione di massa in pochi decenni sono diventati parte integrante della nostra vita, sono continuamente attorno a noi e in tutto l’arco della giornata ci trasmettono migliaia di messaggi di ogni tipo: è ormai accertato unanimemente che ciò ha cambiato profondamente il modo che le persone hanno di rapportarsi al mondo, agli altri, a se stesse. La TV e la pubblicità in particolare stanno producendo i più notevoli ed allarmanti effetti, specialmente nei confronti dei bambini che le guardano per svariate ore ogni giorno e non hanno ancora acquisito la capacità di difendersi, distinguendo il vero dal falso: il risultato è che tali media formano la loro mentalità più della scuola e della famiglia, spesso in modo negativo. Un’ipotesi di intervento adatta a queste circostanze viene da una disciplina chiamata “Media Education”, che ha come obiettivo principale quello di educare le persone ad approcciarsi verso i media in modo attivo, critico e consapevole, per metterle in grado di essere veramente capaci di scegliere. Ciò non si realizza attraverso una censura dei media, bensì per mezzo di una comprensione profonda dei linguaggi e dei meccanismi che li regolano.
    Di fronte a tali obiettivi ideali, la mia tesi è nata dalla volontà di capire cosa viene effettivamente attuato perchè essi diventino realtà, educazione concreta: se e in che modo la scuola italiana abbia recepito la sfida della Media Education, in particolare in merito al rapporto dei bambini con la pubblicità. Essa è infatti il linguaggio di persuasione più ricco, raffinato e dinamico con cui abbiamo a che fare, nonché il più pervasivo e ha trovato il suo target ideale proprio nei bambini, sfruttando la loro facile influenzabilità, curiosità e desiderio di cose sempre nuove.
    Quindi, dopo un approfondimento teorico del rapporto fra bambini, TV e spot, ho descritto e analizzato le esperienze di educazione alla pubblicità di cui sono venuta a conoscenza, incontrando specialmente degli educatori del Veneto (con esempi sia attuali che risalenti agli anni ’80), al fine di vedere cosa venga concretamente fatto nelle scuole per educare i bambini ad uno sguardo critico verso gli spot televisivi.

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