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La formazione a distanza in un modello didattico collaborativo

Autore
Valentina D'agresta - Università degli Studi di Bologna - [2002-03]
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  • Tesi completa: 129 pagine
  • Abstract
    Il progetto si sviluppa entro 4 Capitoli, ben distinti l’uno dall’altro, eppur contigui. Lo scopo è quello di percorre, attraverso la lettura, un vero e proprio“viaggio” nella storia della formazione a distanza, dall’uso della posta alla cybercultura .

    Il Capitolo 1 introduce le tematiche che nel corso della tesi saranno ampliamente sviluppate, attraverso un’analisi storico-descrittiva della formazione a distanza. Dalla fine del Diciannovesimo secolo, momento di inizio della FAD, si raggiungono i primi anni del corrente Millennio attraverso un “volo pindarico” sui cambiamenti, le abitudini, i bisogni della società e quindi della formazione.

    In un lampo si è immersi in quel “gigantesco mare che è Internet”e la FAD di terza generazione diventa e-learning. Nel Capitolo 2, non si naviga più in un sito Internet, ma in una piattaforma LCMS, non si apprende più passivamente dalle conoscenze dell’insegnante, ma si collabora con il tutor per il proprio autoapprendimento.

    Il Capitolo 3, intende avvicinare l’Italia al resto d’Europa e offre un motivo di approfondimento sulla situazione formativa di altri Paesi: Danimarca Spagna, Svezia, Scozia, Francia e infine Inghilterra, terra madre dell’on-line learning, hanno abbracciato la FAD ognuna a sua modo, dandole un ruolo diverso, un’importanza diversa, uno sviluppo diverso, ma avendone ben chiara l’importanza.

    Superare i confini italiani da la possibilità di scoprire l’oggetto ultimo, ma centrale, del progetto: il problem based learning.
    Il Capitolo 4 è dedicato completamente al PBL, alla sua storia, alle sue caratteristiche, alla sua struttura. È su Internet, che ho scoperto, per caso, l’esistenza di questa metodologia collaborativa ed è su Internet, che vorrei trovasse il successo che, pare, abbia, all’estero.
    L’apprendimento per problemi, viene descritto, analizzato ed infine sperimentato attraverso una sua ipotetica applicazione ad aree tematiche di natura umanistica, ritenute fino a questo momento incompatibili.
    Vengono infatti proposte tre tipologie applicative del PBL:
    1. in presenza (la sua forma classica);
    2. blended;
    3. on-line.

    Sono due gli elementi innovativi presenti in questo progetto: la diversa collocazione, non più in presenza, ma su Web; il diverso ambito non più clinico, ma pedagogico.
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