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Situazionismo e critica urbana: esperienze di partecipazione sociale sul territorio

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Gianluca Longhi - Università degli Studi di Milano - Bicocca - [2004-05]
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  • Bibliografia
  • Tesi completa: 85 pagine
  • Abstract
    L’obiettivo della seguente tesi è dimostrare quanto il situazionismo sia stato fondamentale nell’influenzare le idee degli ultimi quarant’anni e si cercherà una sua applicazione in urbanistica tramite le teorie dell’”Urbanismo Unitario” delle quali si proverà un proseguimento ideale. L’urbanismo unitario vuole essere il superamento dell’urbanesimo capitalista-funzionalista, l’utopia comunista non prevede più la separazione Padrone-servo, il surrealismo quella tra vita e sogno, il cyberpunk quella tra corpo e materia inorganica. Il situazionismo si pone ques’obiettivo: trovare un superamento ad una realtà contrapposta (separata). Nel primo capitolo si svolgerà un’analisi del movimento, cominciando dai precursori più immediati, per poi giungere al testo critico fondamentale: “La Società dello Spettacolo” di cui si effettuerà una sintesi. Verranno spiegate le principali pratiche situazioniste quali la creazione di situazioni, superamento della dimensione separata attore-spettatore, e il détournement il cui scopo è privare un elemento del suo significato attribuito da altri, conseguenza delle logiche del potere.
    Infine si enuncerà l’Urbanistica Unitaria così come si può ricavare dai pochi testi che trattano l’argomento. Nel secondo capitolo sarà posto l’accento sull’influenza avuta dalla “Società dello Spettacolo” nei testi di sociologia che trattano delle aberrazioni dell’urbanesimo capitalista.
    Un lettura delle teorie di Debord può essere effettuata parallelamente a quella dei testi di Bauman, Davis, Baudrillard, Ritzer, Virilio e Augè senza dover ricorrere troppo alla fantasia. Territorio spettacolarizzato è la formula che viene scelta come sintesi della variegata produzione sociologica in quanto il territorio contemporaneo possiede le caratteristiche dello Spettacolo, fonte di omologazione, isolamento, controllo, mercificazione e rappresentazione (intesa come apparenza organizzata).
    Nel terzo capitolo si è provato a pensare ad un urbanistica situazionista inserendo le tre proposizioni del rovesciamento di prospettiva di Vaneigem: realizzazione, partecipazione e comunicazione, cercando di applicarle all’interno della metropoli nella costruzione di un modo di vivere urbano che sia radicalmente diverso da quello descritto dai sociologi e dagli urbanisti conemporanei più critici. Realizzazione è stata convertita in mobilità, secondo me sinonimi nell’ambito applicativo su cui si svolge questa ricerca. Per quanto riguarda la mobilità si son tralasciate le teorie su di essa che sarebbero state più consone ad una ricerca sociologica di stampo quantitativo per percorrere, a partire da Burgess e Deleuze un’altra strada. Mobilità è sinonimo di progresso in quanto indica capacità di sapersi muovere in ambiti mentali differenti. Con la partecipazione si resterà in ambito accademico parlando delle teorie sull’origine dell’agire comunicativo di Habermas e sulla genesi e le modalità d’azione dei movimenti sociali. Non si può controbattere alla proposizione che associazionismo è sinonimo di democrazia mentre restano aperte le discussioni sulle modalità e l’efficacia dell’azione dei vari movimenti/ gruppi di pressione/ associazioni per l’ottenimento dei propri scopi. Riflettendo sulla partecipazione in un ottica situazionista si è giunti alle TAZ, Zone Temporaneamente Autonome di cui si proverà una descrizione non restando in un ambito esclusivamente speculativo. Se la TAZ non è applicabile nella realtà fisica (per esempio a causa delle forti limitazioni e delle strette maglie del potere panottico) si sposta nell’ambito elettronico, cioè sulla Rete.
    Questo offre parecchi spunti per la sezione dedicata alla comunicazione, terzo punto della triade di valori di Vaneigem.
    Si parlerà in principio di capitali e reti sociali, cioè come si costruisce una rete di relazioni all’interno di una comunità per giungere agli spazi virtuali della rete delle reti (internet) e si vedrà come essa con il suo carattere tendenzialmente democratico possa considerarsi il superamento del vecchio sistema mediale televisivo connotato dalla passività dello spettatore, caratteristica propria della società dello spettacolo.
    L’ultimo capitolo vuole fungere da appendice a tutto il discorso. Si descriverà un quartiere di Milano particolarmente dinamico e rappresentativo per quanto riguarda gli aspetti di mobilità-partecipazione-comunicazione: il quartiere Isola in zona Garibaldi-Repubblica. Si focalizzerà l’attenzione verso gli atteggiamenti più innovativi di gruppi che adottano modalità di matrice situazionista nel campo della partecipazione sociale.
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