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Ecstasy, discoteca e musica: un confronto tra la realtà notturna dei giovani in Italia e nel Regno Unito

Autore
Sabina Nunes - Università degli Studi di Roma La Sapienza - [1998-99]
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  • Bibliografia
  • Tesi completa: 306 pagine
  • Abstract
    In genere è chiamata Ecstasy, XTC, Adam, Chicca, ma in realtà di nome fa MDMA, o 3-4 metilendiossimetamfetamina ed è una droga sintetica che a partire dagli anni 80 ha preso particolarmente piede tra giovani ed adolescenti.
    A forma di cuore, bianca, azzurra, rosa o verdina, personalizza con il segno zodiacale o con personaggi classici dei fumetti o con qualche simpatico animaletto, la pillola delle meraviglie è considerata una droga “empatica”, ossia permette di fare un’esperienza caratterizzata da un’intensificazione dell’emotività, dove ogni sensazione è amplificata e iperespansa: si entra facilmente in contatto con gli altri, è facilitata la comunicazione, l’espressione delle proprie sensazioni e delle proprie emozioni, lasciando spesso cadere eventuali tabù che la società generalmente impone.
    L’ecstasy nasce come pillola del divertimento, provoca esperienze mistiche, rende per 4-6 ore la persona instancabile e attivissima, attiva la sensualità ma non la sessualità, permette di integrarsi in situazioni ricreazionali, feste, discoteche assolutamente legali, non provoca dipendenza fisica né astinenza; la domanda che quindi molti ragazzi si fanno è “allora perché non prenderla?”.
    Nata in America, l’ecstasy arriva in Europa nel 1987 partendo da Ibiza, dove un gran numero di giovani inglesi inizia a prenderla per trovare l’energia che li faccia ballare tutta la notte. Così, velocemente, la pillola della felicità arriva in molti locali del Regno Unito, diffondendosi presto in tutta l’Europa, per arrivare in Italia fra l’ 88 e il 90.
    Scopo della ricerca è rilevare eventuali differenze tra Italia e Regno Unito: considerato che quest’ultimo è stato il primo Paese europeo dove tale sostanza si è diffusa a livello nazionale, intendo sondare se e in che modo i provvedimenti presi riguardo ad informazione e prevenzione tra i giovani nei confronti di tale droga sono diversi rispetto a quelli presi nel nostro Paese, dove ritengo che il problema sia più grande di quello che non si voglia ammettere.
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