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La pubblicità sociale: WWF e il caso DETOX

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Federico Bigiarini - Libera Univ. degli Studi Maria SS.Assunta-(LUMSA) di Roma - [2003-04]
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  • Bibliografia
  • Tesi completa: 148 pagine
  • Abstract
    Da sempre l’uomo ha sentito l’esigenza di innovazioni e di crescita sia individuale che collettiva. E da sempre per favorire tale crescita si è adoperato con ogni mezzo a sua disposizione. Nonostante queste esigenze siano frutto del cambiamento dei tempi, hanno lentamente provato la nostra stessa terra, il nostro stesso pianeta.
    L’intento di questo lavoro è di partire da una panoramica generale delle tecniche persuasive sulla scia dei modelli precedenti, e, attraverso una veloce carrellata sul mestiere del pubblicitario e sulle sue tecniche comunicative, giungere all’analisi e al commento della pubblicità di stampo sociale, avvalendosi dell’ultima e prolifica campagna del WWF denominata appunto Detox: svelenati.
    Ho ritenuto importante soffermarmi a lungo sulle conseguenze dannose provocate all’uomo e agli altri esseri viventi dallo smodato e incosciente uso di sostanze chimiche. E’ inoltre utile riportare le varie statistiche di malattie e malformazioni indotte anche soltanto dall’inalazione o contatto ripetuto con tali elementi.
    Penso che le persone abbiano di certo il diritto di sapere quello che respirano, quello che mangiano, quello che giornalmente toccano e calpestano anche dentro i più comuni ambienti domestici (bagno, camera da letto, cucina, ma anche giocattoli, accessori per la casa).
    Per tutte queste ragioni ritengo che l’organizzazione internazionale del WWF abbia con questa campagna centrato un argomento vitale, certamente di non semplice “assorbimento”, ma non per questo meno importante. La maggior parte di “noi” cittadini con probabilità non è pronta a rendersi conto di quello che realmente sta diventando il nostro pianeta, ed il più delle volte preferisce demandare l’oneroso compito di provvedere a queste mancanze ad altri enti o istituzioni (ovviamente no profit).
    Detox, iniziativa partita dallo staff inglese, è finalmente arrivata anche in Italia. Ho ritenuto importante anche menzionare tutti i protagonisti principali di questa battaglia, affrontata come sempre con serenità e mai con sfrontato allarmismo.
    Ho analizzato accuratamente tutte le singole strategie di persuasione e sensibilizzazione al problema da parte del WWF, soffermandomi in particolar modo sul test del sangue ai parlamentari, e sull’adesione al progetto di importanti attori e attrici di cinema e di fiction.
    La speranza è che venga finalmente firmato un importante documento tuttora al varo della Commissione europea denominato REACH. Se approvato apporterà notevoli cambiamenti al nostro stile di vita quotidiano, mettendo su carta accurate modifiche legislative sull’uso di sostanze chimiche, e vietandone in molti casi l’uso.
    Ritengo in ultimo soddisfacente lo spazio che per una volta la televisione pubblica ha accordato al problema, ritenendosi molto probabilmente toccata dal tentativo di sensibilizzazione, e dagli sforzi profusi a tale fine.
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