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L'aeroporto come luogo del consumo: il caso Fiumicino.

Autore
Marta Sclafani - Libera Università di Lingue e Comunicazione (IULM) - [2003-04]
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  • Bibliografia
  • Tesi completa: 104 pagine
  • Abstract
    Negli ultimi anni l’ambiente aeroportuale, da puro luogo di transito, si è evoluto verso forme socialmente, culturalmente e commercialmente ricche. L’aeroporto ha così una nuova funzione: quella di luogo del consumo. L’aerostazione moderna viene oggi progettata per creare un ambiente stimolante per i passeggeri che si lasciano tentare da numerose vetrine, offerte, eventi e abbagliare da enormi immagini pubblicitarie.
    Luogo ormai pervaso dalla cultura del consumo, l’aerostazione ha assunto grande importanza negli ultimi anni, tanto da essere oramai considerato uno spazio a se stante, che rivaleggia con il centro delle città, dalle quali ha ereditato una moltitudine di attività e modi di vivere la socialità. Il terminal funge altresì da soglia verso un’esperienza nuova e diversa: ha il potere di immergerci in uno spettacolo composto dall’architettura scenografica dei luoghi e dall’esposizione delle lussuose merci, che allettano i nostri sensi. E’ la porta d’ingresso per il “diverso” e il “nuovo”. E’ un ambiente che ci fa viaggiare ancor prima di prendere l’aereo, che ci permette di allontanarci dalla routine quotidiana e vivere un’inedita consapevolezza, sorprendente e spettacolare. L’aeroporto è una realtà spaziale che sempre più assume una centralità sociale e comunicativa, tanto che anche il grande Spielberg ne ha tratto ispirazione per il film "The Terminal" - ispirato all'avventura reale di un esiliato iraniano rimasto per anni chiuso dentro all'aeroporto Charles de Gaulle di Parigi in aeroporto per una sua forma nevrotica – dove il protagonista Viktor (Tom Hanks) si ritrova bloccato al JFK di New York in attesa dell'autorizzazione per entrare negli States che non arriva mai. Significativa è una scena del film: il disorientato e confuso protagonista domanda al poliziotto che lo accompagna nell’area passeggeri (dove passerà molti mesi) che cosa potrà fare lì in quel momento. “L’unica cosa che può fare in un aeroporto. Shopping” si sente rispondere scetticamente.

    Il mio percorso inizia da un’analisi, secondo la prospettiva sociologica, degli aspetti e delle funzioni dei luoghi del consumo (capitolo 1). Segue uno studio sull’evoluzione dell’aeroporto di Fiumicino da luogo di transito impersonale ed anonimo ad ambiente fatto di emozioni e, soprattutto, di consumo (capitolo 2), per poi terminare con un’indagine sull’attualità sociologica del Leonardo da Vinci (capitolo 3).
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