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Il Marketing Territoriale: come cambiare l’immagine di una città

Autore
Imma Romano - Università degli Studi di Roma La Sapienza - [2004-05]
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  • Bibliografia
  • Tesi completa: 117 pagine
  • Abstract
    Il Marketing Territoriale: come cambiare l’immagine di una città
    E’ incredibile pensare che da tre semplici elementi sia scaturita una trasformazione epocale. La sabbia, il vetro e l’aria ovvero il silicio, la fibra ottica e l’antenna ci hanno regalato il mondo a portata di un clic. La globalizzazione ha fatto sì che ogni luogo, ogni città abbia la possibilità di rendersi visibile, di mettersi in vetrina. Ma se tutti hanno la stessa possibilità di mostrarsi, ciascuno deve rendersi agli occhi di chi guarda, di chi “acquista”, come un luogo unico ed inimitabile.
    Il territorio si trasforma in un prodotto da vendere. La sfida può presentarsi magari più facile per chi gode già di fama acquisita ma non priva di insidie. Il mercato è altamente competitivo e bisogna tirar fuori la parte migliore di sé e giocare le carte giuste.
    E’ a questo punto che il territorio incontra un alleato importante: il marketing. L’arte di “vendere” si mette al servizio della pubblica amministrazione per far sì che il territorio comunichi se stesso al meglio in tutte le sue componenti:
    - economica: il territorio è una risorsa per gli investitori esterni
    - ambientale: il territorio è un insieme di elementi come la qualità della vita, la vivibilità dei luoghi, l’identità culturale.
    - appartenenza: il territorio è parte di un contesto più ampio da cui trae le radici della sua identità.
    Le città, dunque, imparano a comunicare per promuovere se stesse. La comunicazione è diretta non solo all’esterno ma anche, e forse innanzitutto, all’interno, ai cittadini. Se si riesce a rafforzare il senso di appartenenza dei cittadini ad un luogo, allora sarà più facile comunicare all’esterno una immagine vincente. Gli strumenti a disposizione per promuoversi sono svariati e ciascun luogo sceglie di utilizzare quelli più coerenti alle proprie esigenze e ai propri obiettivi: campagne pubblicitarie, slogan, televisione, internet, merchandising.
    Uno dei modi più immediati per mettersi in mostra è sicuramente quello di ospitare un grande evento. E’ l’esperienza di Genova, capitale europea della cultura nel 2004, e di Torino, ospite delle olimpiadi invernali del 2006. Un’occasione come questa permette alle città di mettersi in gioco e tirare fuori il meglio di sé, comunicando la propria metamorfosi, nel primo caso o combattendo antichi stereotipi nel secondo caso. Genova si riscopre una città eclettica e multiculturale e Torino non vuole più essere solo Fiat o Juventus. L’arma per uscire dall’isolamento può essere anche la tecnologia. E’ questa l’esperienza di Soveria, piccolo paesino dell’estremo Sud che si trasforma nel comune più informatizzato d’Italia.
    Un panorama variegato di esperienze e strategie che segue un comune denominatore: la ricerca della qualità in tutti i settori, attraverso lo sviluppo ecocompatibile, l’architettura, l’uso di strumenti tecnologici avanzati.
    La città moderna deve rispondere ad esigenze in continua evoluzione e dare soluzioni adeguate ai tanti “fruitori” che la attraversano, siano essi abitanti, pendolari, uomini d’affari o semplici city users ossia coloro che vivono la città per motivi puramente ludici.
    L’esperienza delle città europee e di quelle italiane non fa che confermare il comune denominatore di tutti i progetti di marketing territoriale: le città sono alla ricerca di “forme” nuove, siano esse architettoniche oppure partecipative, ma allo stesso tempo tentano di ricreare uno spazio più intimo, più a misura d’uomo, E’ questa forse la qualità della vita che stiamo cercando, il progresso accompagnato dall’umanizzazione.
    Le città del futuro probabilmente ci regaleranno uno spazio abitativo più umano, tecnologicamente avanzato ma in armonia con l’ambiente circostante; città globali insomma ma con l’anima di un villaggio tradizionale.
    “Anyone who wants to remain visible in the global village will need to offer a unique proposition, a unique experience. Cities need a soul…”
    (Chiunque voglia rendersi visibile nel villaggio globale dovrà offrire una proposta unica, una esperienza senza eguali… Le città hanno bisogno di un’anima)
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