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Ufficio Stranieri: una umanità professionale nascosta

Autore
Silvia Iacopini - Università degli Studi di Bologna - [2003-04]
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  • Bibliografia
  • Tesi completa: 128 pagine
  • Abstract
    Ho voluto, per prima cosa, dedicare un intero capitolo per cercare di delineare nel modo più completo a me possibile, come si costituisce la personalità di un individuo. Ho fatto questo per dimostrare quanto sia complicato cogliere le motivazioni più profonde che inducono una persona a comportarsi in determinato modo, e per far sì che questo venga tenuto in considerazione durante la lettura di tutto il mio lavoro.
    Questa tesi è il risultato di un’analisi condotta nel contesto della Polizia di Stato, ed in particolare all’interno dell’Ufficio Immigrazione della Questura di Bologna, per la quale è stata utilizzata una metodologia etnografica.
    Più dettagliatamente ho voluto mettere in evidenza come gli operatori, nel rapportarsi con gli immigrati, dimostrino la loro professionalità e l’interesse sincero per la persona che hanno di fronte, facendo, come mostrerò con alcuni episodi avvenuti lì, molto più di quel che sarebbe loro richiesto.
    Ho voluto sottolineare le difficoltà comunicative incontrate quotidianamente, dovute alla diversità di cultura e di linguaggio tra operatori ed utenti; e la dimensione di rischio con la quale i poliziotti dell’Ufficio Stranieri convivono ogni giorno, e che si accentua nelle situazioni particolari, come ad esempio durante il periodo di diffusione della S.A.R.S.
    A questo, consegue la mia constatazione di quanto il loro la lavoro, nella maggior parte delle situazioni, richieda un elevato livello di controllo emotivo, e la loro straordinaria capacità di sdrammatizzare e di continuare a sorridere e a scherzare anche nelle situazioni critiche.
    Prima di quest’esperienza, non mi rendevo minimamente conto di quanto valore potesse avere la professione del poliziotto. Tramite giornali e telegiornali infatti, si parla quasi solo di eventi come il G8, e degli scontri che avvengono fuori dagli stadi tra poliziotti e tifosi, a causa dei quali la polizia rischia di essere “etichettata” come una forza repressiva e violenta.
    Solo vivendo giorno per giorno con loro, mi sono resa conto di quanto siano importanti; di quanto capitale umano gestiscano quotidianamente, e di quante persone, grazie anche al loro lavoro abbiano l’opportunità di riabbracciare i loro familiari, di trovare un impiego, e di rimanere in un paese come l’Italia. È per far cogliere a pieno questo aspetto che ho voluto riportare tutta la documentazione richiesta per rilasciare i diversi documenti di cui si fa carico l’Ufficio Immigrazione, dai quali è evidente la complessità dell’iter burocratico inerente ad ogni singolo documento, e la conseguente difficoltà per uno straniero di comprendere tutto ciò che è necessario fare, e per gli operatori di spiegarglielo.
    Infine ricollegandomi alla parte iniziale, ci ho tenuto a precisare che, il fatto che il formarsi della nostra persona sia condizionato da numerosi fattori esterni, non significa essere obbligati a convivere con lati di noi stessi che non ci piacciono, o che ci ostacolano nell’ottenere ciò che più desideriamo; anzi la mia convinzione è che ogni persona, se è disposta a mettersi in discussione, con più o meno fatica, possa fare la differenza per se stessa e raggiungere gli obiettivi per lei più importanti.
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