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L' esperienza dell' Informagiovani . Una lettura pedagogica.

Autore
Paola De Simone - Università degli Studi di Milano - Bicocca - [2003-04]
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  • Indice
  • Bibliografia
  • Tesi completa: 228 pagine
  • Abstract
    Oggetto di indagine della tesi è il servizio Informagiovani: un servizio informativo che si inserisce all’interno di un progetto di politiche sociali e che attraversa trasversalmente tutti i settori di interesse giovanile ponendosi come obiettivo primo la diffusione dell’informazione ad un target ben preciso. L’Informagiovani, però, non si presenta come una realtà che potremmo definire pedagogica tout court e rispetto a questo apparente limite si svolge lo scopo della tesi: ritrovare in un servizio che non nasce con finalità dichiaratamente educative una complessità pedagogica, un setting ben visibile e strutturato.La tesi si struttura in questo modo:la prima parte offre una panoramica della situazione informativa nella quale oggi viviamo rispetto a temi come il diritto all’informazione e alla reperibilità delle informazioni;la seconda parte è prettamente descrittiva del servizio, della sua storia, dei suoi fondamenti teorici e deontologici;la terza ed ultima parte individua gli aspetti del servizio che si possono ricondurre ad una dimensione educativa. In particolare per far emergere questo aspetto ho scelto di portare un esempio di richiesta di informazione specifica: la ricerca del lavoro, sia perché oggi l’attività lavorativa rappresenta una delle sfere esistenziali che determinano l’identità e il self dell’individuo, sia perché rappresenta il terreno, l’humus, da cui è possibile trarre alcuni elementi propri del pedagogico. Quelli individuati sono: la tipologia di colloquio operatore-utente che fa riferimento ai colloqui di orientamento e di aiuto con particolare attenzione per la competenza comunicativa, la capacità del conduttore di “andare oltre” per leggere il bisogno reale dell’utente e per individuare i significati sottesi;l’attenzione e l’assunzione del dato di esistenza all’interno dell’Informagiovani di un setting visibile e strutturato come contenitore metodologico che delimita e fonda al tempo stesso l’area di intervento del conduttore;la valorizzazione della soggettività dell’altro da sé all’interno di un approccio di tipo ermeneutico che propone un atteggiamento di interpretazione piuttosto che di giudizio e cristallizzazione.L’ermeneutica come teoria dell’interpretazione adottata dalla moderna pedagogia si costituisce all’interno dei servizi educativi, e quindi anche dell’Informagiovani, come una metodologia teorica e attitudinale che promuove la lettura del singolo e del suo vissuto individuando ogni soggetto come un’identità a sé. Avvicinarsi clinicamente alla realtà dell’altro, coglierne il bisogno implicito, mettere in discussione i nostri pregiudizi, confrontarci significativamente con l’altro sono atteggiamenti che entrano a far parte di una specifica modalità teorica e di intervento propriamente educativa;la relazione utente-operatore in termini di vincolo e possibilità, di dipendenza e autonomia con particolare attenzione alle istanze di potere che ogni rapporto richiama nei soggetti protagonisti.Tra le sei tipologie di abuso di potere individuate sono presi in considerazione, ai fini dell’analisi, l’abuso di potere attraverso l’infantilizzazione e quello attraverso la dipendenza che ho riconosciuto essere le dinamiche di forza caratterizzanti i colloqui all’interno del servizioInformagiovani.
    L’elemento pedagogico che viene sottolineato nel mio lavoro è la capacità dell’operatore di promuovere la crescita dell’utente nel senso di una sempre maggiore autonomia e capacità di auto-supporto, ricercando un equilibrio, un’omeostasi tra la tendenza all’autonomia e la resistenza della dipendenza che pure in modo diverso soddisfano le istanze narcisistiche sottese dei soggetti.L’Informagiovani può allora progettarsi come spazio fisico e mentale entro cui proporre un’esperienza positiva della relazione asimmetrica, un luogo capace di offrire occasioni di autonomia nella misura adatta ad ogni individuo perché in grado di sostenerla e gestirla in modo positivo.La conclusione alla quale perviene la tesi è la possibilità dell’ipotesi: a ragione infatti degli aspetti appena individuati mi è sembrato possibile almeno l’ipotesi di una relazione tra l’agire informativo dell’operatore ed una pratica educativa. La problematizzazione della gestione dell’interazione e delle dinamiche di potere nei confronti del soggetto, l’assunzione di un atteggiamento ermeneutico nei riguardi dell’identità dell’Altro, il contenuto teorico propositivo di un miglioramento della comunicazione con l’utenza, l’esperienza diretta dell’effettiva natura socio-educativa del servizio raccolta attraverso delle interviste agli operatori risultano indicatori significati di un “agire verso”, di una tensione verso l’agire educativo. Scopo della tesi risulta dunque essere quello di suscitare nel lettore non un atteggiamento convinto, quanto piuttosto uno spazio dubitativo, di ipotesi e riflessione sulla possibilità di un legame tra l’agire educativo e la prassi costitutivi del servizio Informagiovani.

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