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Globalizzazione del terrorismo e terrorismo della globalizzazione

Autore
Francesco Carderi - Università degli Studi di Roma La Sapienza - [2002-03]
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  • Bibliografia
  • Tesi completa: 282 pagine
  • Abstract
    La tesi che sostengo riguarda la possibilità che il terrorismo internazionale sia evoluto in conseguenza dei processi attivati dalla globalizzazione. Nella prima parte della tesi analizzo la globalizzazione e le sue implicazioni nel provocare la recrudescenza dell’integralismo religioso, di quello islamico in particolare, che sfocia in reazioni anti-moderne e anti-occidentali attraverso il lavoro di autori quali: Wallerstein e la teoria del sistema mondo; Bauman e la categoria della mobilità; Gallino e la nuova stratificazione sociale a livello mondiale; Huntington e lo scontro delle civiltà; Barber, infine, e la teoria secondo cui il McWord ha come sola conseguenza il Jihad. Se da un lato la globalizzazione ha favorito anche la globalizzazione del terrorismo poiché ha fornito al nuovo terrorismo gli strumenti che gli hanno consentito possibilità di azione e distruzione pressoché illimitate; dall’altro lato il terrorismo della globalizzazione, ossia gli effetti prodotti da un irrispettosa gestione e utilizzo delle potenzialità della globalizzazione, ha gettato le basi per la diffusione del risentimento tra coloro che subiscono i contraccolpi del mercato mondiale. Risentimento che è sfociato nel recupero e nella difesa delle proprie tradizioni e in reazioni anti-moderne e anti-occidentali. Quest’ultimo effetto viene estremizzato dai tentativi omogeneizzanti della cultura globale o per lo meno dalla percezione di una progressiva convergenza culturale che implicherebbe la scomparsa dei valori su cui quelle società si fondono.
    Nella seconda parte della tesi la mia attenzione si è concentrata sulla globalizzazione del terrorismo e sulla figura che lo incarna: Osama bin Laden. Dopo aver dato ampio spazio all’evoluzione del significato del termine terrorismo, l’analisi è stata rivolta al terrorista più ricercato e pericoloso al mondo. Osama bin Laden, personaggio che oscilla tra finzione e realtà, si pone al crocevia delle diverse tradizioni musulmane fondamentaliste ( Ibn Tahimiya, la Fratellanza Musulmana, il Wahabismo, la corrente Salafista Jihadista, i Talebani) che da due secoli combattono, attraverso un’interpretazione integralista della Sacra scrittura, una guerra volta a ristabilire la legge di Allah. Il terrorismo globalizzato è organizzato come una multinazionale e come questa ha sedi (cellule) sparse in tutto il mondo e il mondo rappresenta il suo campo d’azione. Inoltre il nuovo terrorismo sotto la spinta dei processi attivati dalla globalizzazione, si nutre del e si salda con l’integralismo islamico generando un fenomeno del tutto nuovo che ha scatenato una guerra contro il potere empio e amorale dell’occidente proponendo come alternativa ai processi massificanti della società e della cultura occidentale una contro-società fondata sul religioso.
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