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La Comunicazione politica. Modelli, linguaggi e sistema giuridico

Autore
Roberto Zarriello - Università degli Studi di Bari - [2003-04]
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  • Bibliografia
  • Tesi completa: 117 pagine
  • Abstract
    Le nuove tecnologie dell’informazione modificano profondamente il concetto di democrazia ibridando la logica della politica con la logica dell’impresa.
    Decidere la politica partendo dalla gente. Sondare desideri e aspettative della massa e tramutarli in promesse elettorali. Ne emergono numerose possibilità di nuovi interventi dei cittadini nei luoghi della politica attraverso strumenti innovativi come internet che permettono una maggiore partecipazione.
    Questo potrebbe significare nuove opportunità di crescita sociale e culturale, le nuove frontiere della democrazia; ma da tempo si era detto che la tecnologia apre le porte e il capitale le chiude.
    Sicchè, il vero rischio non è quello del Grande Fratello ma del Grande Venditore, che peraltro, ben potrebbe essere considerato come la reincarnazione della figura orwelliana nel tempo della mercificazione della sfera pubblica. E allora bisogna spingere l’analisi più a fondo senza cader nell’inganno. In materia di amministrazione di interessi collettivi la cattura del consenso o la ricerca del consenso potrebbero essere obiettivi contrapposti ed eticamente inconciliabili.
    Perché la cattura si viene a connotare come un esercizio di puro marketing e in quanto tale non necessariamente ancillare a un massaggio di programma, anzi.
    La leva del marketing sprigiona la sua massima efficacia quanto più è generica, alimenta una suggestione, un sogno, l’impressione di una propria individuale convenienza. Lo slogan, lo spot devono contenere un messaggio di tipo universale: tu sei il migliore, il mio prodotto è il migliore, compralo.
    La ricerca del consenso segue invece un diverso percorso, accidentato e di lungo respiro intendendo andare a stimolare un’adesione condivisa a un progetto di organizzazione della società.
    Per questa via si persegue il raggiungimento di un blocco maggioritario di consenso e non già un’adesione plebiscitaria. L’attrazione del consenso intesa o come cattura o come ricerca, la leva del marketing contro la leva della condivisione consapevole.
    Il programma come somma indistinta di convenienze individuali che confluirebbero in un benessere generalizzato, contro il programma come equilibrio compatibile di interessi, che non è certo una contrapposizione ormai inesistente tra liberalismo e collettivismo ma molto più prosaicamente una scelta di modello comunicazionale.

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