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Madeleine Leininger e il nursing transculturale

Autore
Alessandro Stievano - Università degli Studi Roma Tre - [2002-03]
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  • Bibliografia
  • Tesi completa: 181 pagine
  • Abstract
    Il nursing e l’antropologia formano un connubio indissolubile. La scienza che si occupa di assistere l’uomo nel suo continuum salute-malattia è inestricabilmente legata con i suoi bisogni più profondi ed essenziali all’essere umano.
    Le dimensioni della struttura fisiologica (mangiare, bere, respirare, eliminare), della struttura sociale (sistema politico, fattori economici, fattori politici) e di quella culturale (valori, credenze, stili di vita) non possono più essere separate se si vuole assistere la persona secondo un approccio complesso dove il cittadino nel suo continuum salute malattia riacquisti quella centralità nei confronti del mantenimento del più alto livello di salute possibile che è ontologicamente fondante di tutte le discipline delle professioni sanitarie a cominciare proprio da quella infermieristica.
    In Italia si comincia a parlare di nursing transculturale solamente da pochi anni e precisamente in concomitanza alla crescita del fenomeno dell’immigrazione che investe il nostro paese sin dalla metà degli anni 70 ma che si riflette fortetemente nella vita quotidiana dall’inizio degli anni 90. Quindi, l’assistenza infermieristica assume una rilevanza notevole per erogare un’assistenza individualizzata e personalizzata ai sempre più numerosi clienti provenienti da culture altre che popolano le strutture sanitarie del nostro paese, ma anche alle varie persone che noi crediamo appartenere ad una medesima cultura ovvero quella italiana.
    Il futuro che ci attende è già presente in altre realtà del mondo occidentalizzato dove la migrazione dai paesi del sud e dell’est del globo, alla ricerca di migliori condizioni di vita e di lavoro, è un fatto acclarato da molti anni; gli immigrati hanno un’incidenza del 10 % negli Stati Uniti, del 16 % in Svizzera e del 20 % in Canada.
    In questo contesto Madeleine Leininger, infermiera antropologa statunitense già nel 1969 scriveva il primo libro di nursing transculturale, vale a dire “Un’area comparata del nursing che ha al suo centro uno studio comparato e l’analisi di diverse culture e subculture mondiali in riferimento al loro comportamento di assistenza nei confronti dei malati, dell’assistenza infermieristica, dei valori sanitari della salute-malattia; teorie e modelli di comportamento con l’obiettivo di sviluppare un corpo scientifico ed umanistico di conoscenze per dare indicazioni di assistenza infermieristica sia specifiche di singole culture sia universali” [Leininger, 2002].
    Tale definizione, sviluppata in seguito in numerosi lavori, permette all’infermiere di prendere coscienza della diversità culturale che caratterizza ogni persona e gli permette di interpretare accuratamente il comportamento del cliente sano o malato. Il nursing è sempre di più un fenomeno transculturale, o meglio interculturale nel senso del superamento di una serie di problemi che portano al soddisfacimento, nella maniera migliore possibile, dei bisogni dell’individuo e della comunità, che comporta l’utilizzo di dati interculturali infermiere paziente, affinché si possa realizzare un’assistenza soddisfacente in situazioni di alterità assistenziale, in altre parole sempre, giacché l’identità particolare di ogni individuo è qualcosa di altamente specifico a prescindere dalla cultura di appartenenza.
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