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Il primo pezzo d'Africa unita a metà
Al summit di Arusha dell'EAC (East African Community) l'accordo per un'integrazione regionale

[27/08/2007]

Non saranno gli Stati uniti d'Africa o l'Unione Africana il risultato del sesto summit straordinario dell'EAC, ma comunque il primo passo verso una seria integrazione regionale africana.

I capi di stato di Rwanda, Burundi, Tanzania, Kenya e Uganda hanno, infatti, nell'incontro di Arusha stabilito una prima agenda concreta per raggiungere un'integrazione economica entro il 2012. Abolizione delle frontiere doganali e moneta unica gli obiettivi fissati nel tentativo di favorire il commercio regionale e rafforzare il potere economico dei cinque stati dell'Africa centro-orientale nell'ottica di rafforzare lo sviluppo dell'area e assicurare maggiore stabilità.

Altro tema sul tavolo delle discussioni era la definizione di una posizione comune riguardo agli Epa, i cui negoziati riprenderanno in dicembre, attraverso il rinnovo dell’incarico di una commissione di ministri del commercio al fine di lavorare per un documento guida condiviso da tutti, commissione che ad oggi aveva già ratificato un documento regionale per dare vita ad un accordo commerciale tra le 16 nazioni dell’ESA (Eastern and Southern Africa), sempre nell’ottica di sostenere il commercio locale africano.

Il summit ha cercato di muovere anche i primi passi per un'integrazione politica dei cinque stati con la formazione di istituzioni federali a livello regionale: tuttavia, le considerazioni finali in calce al documento dell'incontro hanno rimandato a tempi futuri ulteriori sviluppi, sottolineando prima la necessità di una maggiore consapevolezza e conoscenza a livello nazionale del percorso verso l'integrazione politica.

Insomma, come è successo in Europa, prima l'unione economica e successivamente si considererà il federalismo politico e sociale, che comporta ostacoli maggiori nella cessione dei privilegi delle sovranità nazionali.
Non sarà, quindi, la tanto agognata meta degli Stati d'Africa Uniti, ma l'accordo raggiunto ad Aursha è comunque un passaggio importante per raggiungere una stabilità nella regione - ancora oggi travagliata da disordini, crisi sociali e forte povertà - che potrà rappresentare un precedente e un esempio per altre zone dell'Africa.
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