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Sviluppo umano
Il concetto di Sviluppo umano è stato ideato dall'economista pakistano Mahbub ul Haq insieme a Sir Richard Jolly.

Compare per la prima volta nel 1990 all'interno del primo Rapporto sullo Sviluppo Umano dell'Undp, il quale afferma da subito:

"questo rapporto si occupa della gente e del modo in cui lo sviluppo ne amplia le scelte. Si occupa di questioni che vanno al di là di concetti quali crescita del PNL, reddito e ricchezza, produzione di beni e accumulazione di capitale.
La facoltà di una persona di avere accesso a un reddito rappresenta una di queste possibilità di scelta, ma non la somma totale delle aspirazioni umane" (Human Development Report 1990)


Fin dalle prime parole sono evidenti gli aspetti innovativi introdotti dal concetto. Per prima cosa, sviluppo umano significa rompere radicalmente con la concezione tradizionale dello sviluppo come crescita economica, proponendo un paradigma di sviluppo che riguarda non tanto la crescita della ricchezza di una nazione, bensì l'ambiente nel quale le persone possono esprimere in pieno il loro potenziale.


Lo scopo principale dello sviluppo umano, poi, è ""allargare le scelte delle persone. Scelte che, in teoria, possono essere infinite e cambiare in ongni momento". La ricchezza, allora, rappresenta solo una di queste scelte, non l'obiettivo prioritario dello sviluppo che si caratterizza come processo finalizzato all'ampliamento delle opportunità e delle capacità a disposizione di ogni essere umano.

Un processo che si fonda su quattro pilastri specifici: eguaglianza (lo sviluppo umano consiste in un ampliamento delle opportunità a beneficio di ogni essere umano); sostenibilità (il processo di sviluppo deve essere capace di garantire la riproduzione del capitale fisico, umano e ambientale utilizzato); partecipazione (i processi economici, sociali e culturali attivati per promuovere lo sviluppo devono osservare la partecipazione dei beneficiari stessi); produttività (all'interno del processo economico di sviluppo ognuno deve avere la possibilità di partecipare alla di produzione dei redditi e di incrementare la propria produttività).

Poiché il concetto consiste nell'ampliamento delle scelte, il fondamento stesso del processo è la libertà. Se non vi è libertà, infatti, non è possibile disporre di scelte. Per questo Amartya Sen afferma: "lo sviluppo può essere visto come un processo di espansione delle libertà reali di cui la gente può godere".

In tal modo, il concetto di sviluppo umano si afferma come criterio normativo di valutazione e di interpretazione della condizione umana assai più ampio e complesso degli indicatori macroeconomici tradizionali,. Un criterio quantificato e quantificabile attraverso l'Indice di Sviluppo umano (HDI, Human Development Index)
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