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Rischio - Società del rischio
Con il termine “società del rischio” ci si riferisce in sociologia alle recenti teorie sociali che identificano nella produzione e gestione del rischio il tratto caratterizzante le società contemporanee.
Il termine è stato usato per la prima volta dal sociologo tedesco Ulrich Beck, che ha cercato di porre in rilievo gli interessi mediatici, politici e scientifici gravitanti attorno alla produzione sociale del rischio.

Generalmente si crede che il termine “società del rischio” intenda rivelare un aumento dei fattori di rischio delle nostre società, ma tale interpretazione è errata, in quanto con il concetto si vuole esprimere la diversa percezione del e attenzione verso il rischio da parte delle moderne società, che si strutturano e danno forma all’organizzazione sociale in risposta ad esso.

In altre parole, il rischio diviene centrale in una società che per effetto della modernizzazione e dei suoi processi economici e tecnologici tende sempre più verso il futuro (si veda ad esempio il rischio nell’accumulazione del capitale, le assicurazioni, le nuove frontiere di comunicazione etc.), cercando di prevedere le inevitabili casualità e governare l’incertezza che ne scaturisce.

Inoltre, secondo Giddens, il rischio presente nelle società moderne si differenzia per tipologia da quello che fino alla fine del XIX secolo aveva caratterizzato le precedenti società umane: infatti, il rischio delle attuali società è un prodotto delle attività umane (manufactured risks), è l’esito del processo di modernizzazione stesso e non legato a forze naturali (external risks). Il rischio dunque ha una natura strutturale (ossia è legata ai meccanismi stessi del funzionamento delle società contemporanee) che non può essere fronteggiata esclusivamente attraverso un piano individuale.

Queste caratteristiche hanno comportato cambiamenti profondi nella struttura delle relazioni sociali: le risorse per gestire il rischio “artificiale”, infatti, sono distribuite in maniera diseguale sia all’interno di una stessa società (l’esternalizzazione della produzione è un rischio che colpisce principalmente i lavoratori non qualificati, piuttosto che dirigenti o funzionari) sia tra le società (gli effetti del cambiamento climatico prodotti dall’attività umana si riflettono maggiormente sulle popolazioni più povere che spesso hanno come uniche risorse le coltivazioni locali).

Tuttavia, Beck sottolinea che la ricchezza non è la risorsa fondamentale per la gestione del rischio, bensì l’informazione e la conoscenza (dalla quale il rischio stesso si genera). Si forma dunque una relazione centrale tra ricchezza, informazione e conoscenza affinché si possa disporre delle risorse necessarie per gestire il rischio e la sua produzione che avviene.
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