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Stratificazione sociale
Termine mutuato dalla geologia, dove si indica la modalità di formazione di alcune rocce, fu introdotto per la prima volta da P. Sorokin nel suo studio sulla mobilità sociale (La mobilità sociale, 1927) per designare «la differenziazione di una data popolazione in classi gerarchicamente sovrapposte» sulla base di «una distribuzione diseguale di diritti e privilegi, doveri e responsabilità, di valori sociali e privazioni, di potere sociale e di influenze, tra i membri di una società». In altre parole la stratificazione sociale indica la disuguaglianza del sistema sociale a due livelli: uno distributivo, l’ammontare di risorse e ricompense materiali ottenuto da individui e gruppi, l’altro relazionale, ossia i rapporti di potere esistenti tra individui e gruppi.
L’approccio funzionalista ha sviluppato gli aspetti "distributivi" del concetto di stratificazione: nella sua analisi reddito, prestigio, potere sono attributi quantitativi che misurano la collocazione delle diverse posizioni sociali lungo un continuum, in un ordine gerarchico determinato dalla relazione funzionale con i bisogni e i valori centrali in quella data società storica. Al contrario, per i sociologi che ritengono centrale nell'analisi della società il fenomeno del potere, la stratificazione non è altro che il risultato storico dell' azione sociale di individui e gruppi in conflitto e competizione, sulla base di disuguaglianze nelle relazioni di potere.
In entrambi i modelli il processo di differenziazione sociale costituisce un aspetto sempre presente e che impronta di sé l'evoluzione delle società storiche: ma nel caso dell'approccio funzionalista la produzione di disuguaglianza deve venire regolata, e la stratificazione sociale, intesa come insieme di ruoli e status, ne costituisce appunto la codificazione normativa che impedisce la disgregazione dell'ordine sociale. La considerazione della funzione del potere, nei suoi aspetti coercitivi e consensuali, offre una diversa soluzione al problema di modelli stabili di interazione sociale e consente quindi alla riflessione teorica e alla ricerca empirica di analizzare la stratificazione sociale come i diversi modi in cui le varie disuguaglianze tra gli uomini si sono cristallizzate nelle società storiche. Assume quindi rilievo il ruolo che le disuguaglianze di genere, età, origine etnica hanno coperto nelle relazioni di dominio e subordinazione in varie epoche sociali e il modo in cui vengono a costituirsi gruppi sociali caratterizzati sia da diverse possibilità di vita e di accesso alle risorse sociali, sia da specifiche visioni del mondo (classe sociale, ceto).
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