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Agil, modello
L’acronimo AGIL identifica il paradigma elaborato da Talcott Parsons per analizzare un sistema sociale.
Il paradigma si fonda sull’assunto centrale che ogni struttura sociale per garantire la propria continuità deve risolvere quattro classi di problemi funzionali, indicate dalle lettere dell’acronimo: A - adaption (funzione adattiva); G - goal attainment (raggiungimento degli scopi); I - integration (funzione integrativa); L - latency (latenza)
La funzione adattiva riguarda l’adattamento della struttura sociale al contesto esterno, ossia l’approvvigionamento delle risorse esterne necessarie al mantenimento del sistema sociale stesso. In breve, l’adaption concerne il sotto-sistema economico, ossia le strutture che concorrono alla produzione delle risorse necessarie (beni materiali, capitali, conoscenze etc.), e la divisione del lavoro sociale (ossia la strutturazione e la ripartizione dei compiti all’interno della struttura sociale al fine dell’adattamento).
La funzione del raggiungimento degli scopi attiene sempre al rapporto tra il sistema sociale e il contesto esterno, ma identifica la ripartizione e l’impiego delle risorse per il raggiungimento dei fini socialmente prioritari. Il goal attainment si riferisce, dunque, al sottosistema politico, ossia all’insieme di sottostrutture che all’interno di un sistema sociale concorrono alla definizione e al perseguimento dei fini ritenuti prioritari (dal capo tribale e la casta dei notabili delle società premoderne, alla struttura di governo, le lobby e le associazioni nelle società moderne).
La funzione integrativa concerne la necessaria coerenza tra le scelte e le azioni delle strutture che compongono il sistema sociale (sottosistemi, gruppi, ruoli). Riguarda dunque l’ordine, il funzionamento dei sottosistemi, la garanzia delle aspettative reciproche e l’impiego razionale delle risorse. L’esigenza dell’integration attiene all’insieme di strutture normative, ossia che formulano, impongono il rispetto e sanciscono la violazione delle norme.
Infine, la funzione latente riguarda la trasmissione dei valori, dei modelli e dei ruoli che strutturano una società (modelli culturali), assicurando che vengano interiorizzati da tutti i membri del sistema sociale. La latency è dunque l’insieme di strutture (famiglia, scuola) e di reti (gruppo dei pari, gruppo di lavoro) che permette a un nuovo membro di acquisire modelli comportamentali e valoriali adatti ai ruoli e corrispondenti ai modelli della società. Un ruolo fondamentale è costituito dai riti, come momento nel quale la società sancisce il passaggio dell’individuo ad un nuovo ruolo e identità, trasmettendo i modelli comportamentali e valoriali corrispondenti. Ad un livello più generale, quindi, la funzione dei modelli culturali è quella di creare un sistema di senso che fornisce un’identità condivisa e riconosciuta al sistema sociale e ai suoi membri.
Le risposte alle quattro esigenze funzionali sono tra loro interconnesse e la loro suddivisione è solo un espediente analitico per poter meglio studiare le tensioni che inevitabilmente si vengono a creare tra le quattro esigenze. Infatti, mentre le prime due funzioni sono tese al cambiamento, le ultime due concorrono al mantenimento e alla conservazione dello status quo. Inoltre, se in condizioni di equilibrio il controllo sociale è affidato alle strutture attinenti alla latency, quando intervengono cambiamenti o situazioni di crisi il controllo investe maggiormente in strutture normative.

Il paradigma parsoniano, quindi, elabora la società come un insieme di strutture in tensione fra loro che rispondendo a funzioni diverse in un continuo processo di adattamento cercano di assicurare l’equilibrio e l’ordine necessario alla continuità di un sistema sociale che non è, così, necessariamente statico e stabile. In altre parole, il paradigma intende proporre un modello analitico che fornisca la possibilità di studiare l’evoluzione e il cambiamento all’interno dell’ordine dei sistemi sociali.
Per questi motivi, l’approccio di Parsons viene comunemente considerato struttural-funzionalista.
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