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La cultura hip hop negli adolescenti
[02/09/2009]

La funzione primordiale del gruppo dei coetanei durante l'adolescenza è quella di soddisfare le esigenze dello status indipendente durante questo periodo della vita. Ciò spiega perché di frequente in questi gruppi regni un orientamento anti-adulto pronunciato.
L'adolescente, cioè, è contro gli adulti perché questi sono i rappresentanti di una casta privilegiata, che gli nega ciò a cui aspira. L'opposizione è spiegata anche dal fatto stesso dell'esistenza di una sottocultura, che sopravvive come tale nella misura in cui diverge dalla cultura più generale.

La sopravvivenza della sottocultura come fonte di status, spiega anche il conformismo che è stato spesso rilevato come caratteristica dei gruppi di adolescenti. Questo conformismo, molto più forte che nei gruppi di bambini e di adulti, si manifesta in vari modi: nel modo di parlare e di vestire, nelle preferenze, nelle opinioni, nei disgusti, nei pregiudizi. Una delle contraddizioni dell'adolescente è proprio questo gregarismo, questo conformismo, e perfino questa schiavitù all'opinione degli altri, di fronte al bisogno e al desiderio di indipendenza che è la linea maestra dell'adolescenza. In realtà tale opposizione è solo apparente: nella nostra società, l'adolescenza trova nel gruppo la forma più soddisfacente di status; ma questo è legato a una determinata struttura di valori che non esisterebbe se ognuno fosse libero di agire secondo la propria volontà.

Una delle sottoculture più largamente diffuse è la cultura hip hop che ha delle origini proprio nella disgregazione della società e nel non riconoscimento del ruolo di gruppi di adolescenti all'interno della società stessa, fino alla formazione di una cultura alternativa e di opposizione alla cultura dominante.
L'hip hop nello specifico è un movimento culturale che nasce alla fine degli anni Settanta come espressione della cultura di strada del South Bronx, quartiere di New York caratterizzato da una dura quotidianità fatta di violenza, droga e criminalità. L'abbondante presenza di palazzi abbattuti o abbandonati, nella zona, era una conseguenza del progetto di ricostruzione autostradale realizzato in quegli anni, che avrebbe permesso ai veicoli provenienti da Manhattan, l'area ricca della Grande Mela, di uscire rapidamente dalla città passando sopra agli edifici della zona povera senza doverla attraversare. In questo contesto di degradazione urbana bande di ragazzini pieni di immaginazione, ma a corto di soldi, iniziano a forgiare un nuovo stile che stravolgerà completamente il concetto d'arte riportandolo, per certi versi, alla sua più originale purezza quella che per generazioni era stata soppressa nell'intento di cancellare le vecchie origini.

Dalla musica alla danza, dalla pittura alla vita vera e propria, l'arte viene concepita come creazione spontanea e dirompente ovunque e comunque, al di fuori dell'ambito commerciale. Dipingere illegalmente graffiti su di un vecchio muro nel ghetto avversario significa crearsi un proprio codice di autoregolamentazione e rinnegare il sistema d'arte convenzionale, in quanto si produce un'opera non vendibile, accessibile a tutti, e anonima per gli esterni.
Proprio per le circostanze di illegalità che circondano il disegno, il nome nella firma viene sostituito con uno pseudonimo, chiamato "tag" (firma), che talvolta compone il graffito stesso. I creatori della nuova cultura si autodefiniscono "bboys" (termine tuttora utilizzato per i seguaci dell'hip hop), e cioè i ragazzi del Bronx, ma anche i "black boys", i "bad boys" e i "break-boy" o "boogie-boy" - coloro che ballano ai "block party" (evento di strada che coinvolge il vicinato); le ragazze vengono invece definite "fly-girl" o "b-girl".

I fattori che hanno influenzato la cultura hip hop sono complessi e numerosi. Sebbene la maggior parte delle influenze possono essere rintracciate nella cultura africana, la società multiculturale di New York è il risultato di diverse influenze musicali che hanno trovato il loro modo di esprimersi all'interno della musica hip hop. Il fenomeno hip hop si presenta come un vero e proprio movimento d'avanguardia, di tipo composito, teso a raccogliere la sfida del profondo sradicamento esistenziale, e del disorientamento nella percezione e nella costruzione dell'identità del soggetto. Con la denominazione di cultura hip hop, ci si riferisce alle diverse forme che ne caratterizzano l'espressione sociale e sono:

1. lo MC abbreviazione del termine Master of Ceremonies (maestro di cerimonie);
2. il DJ;
3. il Writing ovvero l'arte dei graffiti;
4. la Breakdance stile dinamico di danza introdotto dai portoricani.

Attraverso queste forme si delineano le tracce di una vera e propria filosofia di vita che rivela un approccio culturale trasgressivo e dirompente rispetto ai modelli sociali dominanti.
La composizione delle modalità di espressione attraverso cui si è affermato l'hip hop, evidenziano una grande attenzione verso le più importanti forme della comunicazione, dalla parola al corpo, attraverso l'immagine e il suono, affinché si potesse dare espressione al disagio giovanile, alle storie di quotidianità marginale, alla rabbia legata al degrado sociale ed esistenziale dei giovani che abitano le strade delle periferie; permettendo di amplificare attraverso la musica, la gestualità, le ritualità, le tags sui muri, il bisogno di comunicazione e di affermazione dell'identità; permettendo, insomma, a milioni di ragazzi appartenenti alle comunità socialmente marginali di poter dire "io ci sono e non mi arrendo".


Mariangela Manfredi
Articolo tratto dalla tesi Bande giovanili ed educazione all’affettività
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