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Che cos'è la relazione d'aiuto?
[31/08/2009]

Rogers nel 1951 ha definito la relazione d'aiuto come "una relazione in cui almeno uno dei due protagonisti ha lo scopo di promuovere nell'altro la crescita, lo sviluppo, la maturità ed il raggiungimento di un modo di agire più adeguato e integrato. L'altro può essere un individuo o un gruppo. In altre parole, una relazione di aiuto potrebbe essere definita come una situazione in cui uno dei partecipanti cerca di favorire in una o ambedue le parti, una valorizzazione maggiore delle risorse personali del soggetto ed una maggior possibilità di espressione". La specificità che la distingue dalle altre relazioni umane è l'aspetto metacognitivo: per competenza d'aiuto si intende infatti la capacità di dare vita ad una relazione umana in modo consapevole, controllato ed intenzionale, padroneggiando razionalmente abilità "che sono un tutt'uno con ciò che si è".

Elementi centrali della relazione d'aiuto:
- contatto psicologico, inteso come relazione interpersonale che si instaura affinché sia possibile il counseling;

- incongruenza, che consiste nella discrepanza tra l'esperienza reale e l'immagine di sé che l'individuo ha quando si rappresenta tale esperienza. Quando il soggetto non ha consapevolezza della sua incongruenza, allora si troverà in una condizione di vulnerabilità, mentre quando ne è cosciente si genererà uno stato di tensione detto ansia. L'incongruenza caratterizza il cliente;

- congruenza, cioè la condizione sperimentata dal soggetto che consente di essere liberamente se stesso nel corso della relazione e del colloquio. Il counselor si trova in uno stato di congruenza;

- comprensione empatica, ossia la capacità di sentire il mondo del cliente come se fosse nostro, senza perdere mai di vista la condizione di "come se";

- accettazione positiva incondizionata: non vengono poste condizioni per l'accettazione dell'altro, la persona viene apprezzata senza essere valutata, in quanto individuo unico, specifico e distinto dagli altri. Essa implica l'assenza di qualunque giudizio e un sincero interesse per l'altro.

- comunicazione: fa riferimento al fatto che il cliente percepisca l'accettazione e l'empatia che il counselor manifesta nei suoi confronti. Serve però attenzione per il modo in cui tali sentimenti vengono comunicati e compresi.

Se queste condizioni sono presenti, allora secondo Rogers si verificherà una modificazione costruttiva della personalità del cliente; altri autori successivi hanno affermato che questi sei elementi sono necessari ma non sufficienti per la buona riuscita del counseling.


Hélène Duyver
Relazione d’aiuto e nuove tecnologie: l’ascolto ai giovani via SMS tra vincoli e opportunità



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