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La spirale del silenzio di Noelle-Neumann
[11/08/2009]

Il modello della spirale del silenzio elaborato da Elisabeth Noelle-Neumann (fondatrice nel 1947 dell'Institut fur Demoskopie Allensbach a Mainz) ha avuto molta risonanza in quanto ha segnato l'inizio della reazione al predominio del paradigma degli effetti limitati, paradigma fondato sull'idea che le relazioni sociali dell'individuo e le sue attività influenzino la ricezione del messaggio mediale e che il leader d'opinione influenzi, grazie alla propria autorità, la cerchia di coloro che lo seguono.

Il modello della Spirale del Silenzio spiega perché le persone sono poco disposte ad esprimere i loro pareri in pubblico quando credono di essere nella minoranza. Secondo Noelle-Neummann infatti ciò che l'individuo teme di più è l'esilio, l'isolamento. Per evitare l'isolamento egli preferisce adattarsi alle opinioni di coloro con cui vive piuttosto che portare avanti le proprie, qualora diverse da quelle del gruppo d'appartenenza.
Le persone hanno una specie di sesto senso, che gli permette di capire l'opinione prevalente e di conoscere i comportamenti che aumentano i rischi di isolamento. Proprio per questo motivo sono reticenti a esprimere le loro opinioni quando sono in minoranza.
La pressione alla conformità e il timore di essere in minoranza agiscono sull'individuo costringendolo a scegliere tra l'adattarsi all'opinione dominante o tacere e chiudersi nel silenzio.
I media giocano un ruolo fondamentale all'interno di questo sistema poiché costituiscono una delle fonti principali per l'attivazione dell'opinione pubblica: non solo in quanto forniscono informazioni utili per la formazione delle opinioni, ma soprattutto perché possono offrire ulteriori spunti per la formazione della stessa.

Questa visione delle dinamiche di opinione incontra dei limiti: innanzitutto non prende in considerazione l'idea che la discussione possa svolgere una funzione centrale all'interno della società e che il confronto pubblico sia il fondamento della democrazia "rappresentativa" e "deliberativa"; ma soprattutto non assegna all'opinione pubblica un ruolo politico, sociale o culturale, se non quello di conformazione agli orientamenti maggioritari.
Nonostante i suoi limiti il paradigma della Spirale del Silenzio apporta un notevole contributo alla teoria dell'opinione pubblica, non solo per il suo approccio teorico-empirico, che permette di analizzare in concreto le dinamiche dell'opinione pubblica in una società caratterizzata da una sempre maggiore complessità strutturale, ma anche perché mette in evidenza le difficoltà che gli individui percepiscono e che li condizionano nella formazione delle opinioni.


Francesca Fracassini
Articolo tratto dalla tesi L'evoluzione del concetto di opinione pubblica nella storia del pensiero politico
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