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La tematizzazione nell'agenda setting
[21/11/2008]

Tra le aree di studio comprese nella dizione generale di agenda setting vi è la tematizzazione: mentre, in linea di principio è possibile pensare ad un effetto di agenda setting su qualunque serie di argomenti, purché sia estensivamente coperta dai media, la tematizzazione dovrebbe essere possibile solo in ambienti già provvisti di una loro rilevanza istituzionale. In altri termini "non è suscettibile di tematizzazione qualsiasi evento o problema, ma solo quelli che esplicano una rilevanza politico-sociale" (Wolf 1985, p. 163).

Le forze che limitano o enfatizzano la visibilità sociale di un tema sono, cioè, di molteplice natura, non limitata agli apparati dei media. "L'espressione tematizzante implica qualcosa di più che una semplice disposizione a trattare dei temi. Tematizzazione è sviluppo discorsivo che razionalizza il tema, fornendo rispetto ad esso elementi valutativi che contribuiscono a ridefinirlo"(Merletti, 1985).

I temi sono di volta in volta concettualizzati come:
- le cose a cui il pubblico è direttamente interessato o i problemi chiave (le questioni che il governo dovrebbe affrontare e risolvere);
- le alternative politiche o le ragioni soggiacenti a una frattura politica oppure le controversie pubbliche, cioè ciò che è oggetto di contenzioso tra un pubblico numeroso.

Accezioni, come si vede, analiticamente poco utilizzabili in quanto contigue e potenzialmente sovrapponibili, tipologie aperte inoltre ad un ventaglio così ampio di possibilità, da risultare di scarsissimo valore euristico. Proviamo invece ad assumere che esista una serie di elementi in cui si raggruppino tutti quei riferimenti ed azioni o vicende presentate come attuali, che possiamo definire, comprensivamente, eventi (Marletti 1985).

Il tema riduce, riaccosta, richiama reciprocamente una serie di eventi sparsi e conferisce loro rilevanza. Se vogliamo usare termini luhmanniani, esso costituisce una generalizzazione simbolica e opera una rubricazione di fatti singolari entro categorie omogenee, che rendono possibile la comunicazione.

È contemporaneamente riduttore di complessità e suscitatore di sviluppi. È possibile, ma non necessario, che un tema sia anche una controversia: che sia cioè sanzionato da attori politici, in termini di schieramenti e di prese di posizione; è possibile infine, ma non necessario, che la sua esistenza sbocchi in esiti decisionali (Marletti 1985).

Alcuni testi di riferimento:
Marletti, 1985, Prima e dopo. Tematizzazione e comunicazione politica, Torino, RAI-ERI
Luhmann, 1979, Potere e complessità sociale, Milano, Il Saggiatore.
M. Wolf, 1985, Teorie delle comunicazioni di massa, Milano, Bompiani.

Articolo tratto dalla tesi di Rita Federico, Mafia e informazione: il ruolo dei quotidiani nella costruzione dell'immagine sociale della mafia.
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