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Ritzer e la macdonaldizzazione del mondo
[23/10/2008]

A favorire la percezione di appartenere ad un mondo unico è senz'altro rilevante l'espansione del capitalismo industriale che ha generato la diffusione di una grande quantità di merci standardizzate economicamente accessibili a fette sempre crescenti di popolazione.
Illuminante a questo proposito è l'analisi offerta da George Ritzer che denuncia quella che lui chiama la mcdonaldizzazione della società: "un processo di omologazione e spersonalizzazione che con i suoi prodotti occupa un posto di primo piano nella cultura di massa".

Ritzer parte dalla riflessione sul processo di razionalizzazione teorizzato da Weber, ben "consapevole dei suoi aspetti disumani e disumanizzanti", e lo associa al suo studio sulle catene di ristorazione fast food di cui McDonald's è la manifestazione più imponente.
McDonald's rappresenta però una metafora per descrivere fenomeni che si espandono rapidamente sulla base della stessa logica in ogni settore della società: dal lavoro, ai viaggi, all'organizzazione del tempo libero, all'alimentazione, alla politica, alla famiglia. McDonald's nato come simbolo americano si diffonde con successo in ogni parte del mondo poiché offre calcolabilità, prevedibilità e controllo riassumibili nell'idea di efficienza.
In una società che va in fretta, Ritzer afferma, è molto allettante la prospettiva di un modo efficiente di soddisfare l'appetito e tanti altri bisogni.

La mcdonaldizzazione, secondo Ritzer, promettendo di essere un sistema altamente razionale di funzionalità ed efficienza, nega allo stesso tempo l'umanità, la ragione umana, delle persone che lavorano al loro interno e che da esse sono servite, contribuendo alla omogeneizzazione del mondo intero.
La diversità viene appiattita e i prodotti vengono razionalizzati e omologati al fine di renderli accettabili a tutti. Catene di ristorazione, di alberghi, di prodotti di bellezza, di abbigliamento, di divertimento e della più ampia gamma di settori sparsi in tutto il mondo, devono assicurare che i prodotti e i servizi offerti siano gli stessi nel tempo (oggi e domani) e da un posto all'altro.

Il successo del modello, afferma Ritzer, sta a indicare che per molti un mondo senza sorprese è quello che si preferisce.
L'autenticità e l'unicità dei prodotti locali vengono impoverite in nome di un consumo globale, fruibile cioè da tutti in ogni luogo e in ogni momento. Modi e abitudini sedimentate nella storia che erano scontate e immediatamente significative nel contesto in cui nascevano perdono la loro connotazione geografica e il loro valore e significato autentici per essere riadattati alle esigenze di quella che viene definita cultura di massa, destinata cioè, ad un pubblico più vasto e indifferenziato.
E' da qui che nasce quella che Fortunati chiama l'evaporazione dei significati che è inevitabile per la legge dei grandi numeri, che provoca un abbassamento della qualità dei prodotti e dei processi nei fenomeni di massificazione e per la formazione dei mercati transnazionali sempre più omogenei, sempre più propensi all'acquisizione delle stesse cose, delle stesse merci dalla qualità sempre più bassa (data anche dai loro poco intelligibili significati).

A seguire questo processo è tendenzialmente anche la globalizzazione della comunicazione, che rende la conoscenza, l'informazione "a portata di mano", grazie a quella compressione spazio-temporale che a causa dei diversi mezzi di comunicazione, rende tutto vicino e presente, ma con lo svantaggio di assimilare una quantità di informazioni che invece di rappresentare la realtà nella sua complessità, la presentano attraverso semplificazioni, tendendo ad esaltare l'esperienza più che a perlustrarne il significato e ad esibire partecipazione più che a operare analisi.

Testo di riferimento
G. Ritzer, Il mondo alla McDonald's, Il Mulino, Bologna 1997

Articolo tratto dalla tesi di Valentina Betuol, Moda e multiculturalità: il ruolo del vestiario nei processi di inclusione ed esclusione sociale, nella quale i temi della moda e della costruzione di identità individuali e collettive sono inserite sullo sfondo della globalizzazione e dell'incontro multiculturale.
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