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Comunicazione e immigrazione: il marketing dell'integrazione
Con la tesi di Concetta Ciracì chiudiamo questo ideale ciclo di contributi sul marketing parlando di un uso diverso del marketing: fare business contribuendo a una società multiculturale

[30/04/2008]

Un’efficiente analisi del rapporto tra integrazione e marketing non può ignorare i mass media. Il processo d’integrazione dei migranti alla nuova realtà passa attraverso il rapporto tra quest’ultimi e i mezzi di comunicazione di massa. Per quanto la comunità culturale d’origine possa essere chiusa, gli immigrati non sono totalmente isolati da quanto succede attorno a loro. Magari spesso non in maniera dettagliata, hanno più o meno un’idea dei principali eventi e/o fatti di cronaca della nazione. In tal senso possiamo a ragione ritenere che gli immigrati non sono più solo “oggetti della comunicazione mediatica” – spesso non troppo lusinghiera nei loro confronti - ma che abbiano acquisito di diritto lo status di “soggetti”.

Questo cambiamento di situazione è senza dubbio legato al numero di dotazioni multimediali per comunità, il quale è sicuramente aumentato negli ultimi anni, rendendosi non troppo dissimile da quello degli stessi italiani. Infatti la quasi totalità di migranti è in possesso di un telefono cellulare e di un televisore: sicuramente i due principali mezzi di comunicazione multimediale, dove il primo garantisce comunicazione diretta e reperibilità individuale mentre il secondo permette il contatto ulteriore e la socializzazione con il nostro stile di vita, i nostri modelli culturali riferiti al nostro sistema comunicativo di massa. La televisione, in particolare, assolve anche ad un interessante funzione per i migranti: molto rilevante è infatti il suo ruolo per quanto riguarda l’organizzazione del tempo libero, in definitiva possiamo considerare la televisione un oggetto d’intrattenimento, anzi si può a ragione ritenere che la televisione costituisca il solo e vero canale d’integrazione nel tempo libero, poiché sicuramente il guardare la TV e il ritrovarsi con gli amici costituiscono le principali attività a cui si dedicano i migranti nel tempo libero.

Ma altro strumento della comunicazione mediatica è il quotidiano: i migranti che utilizzano questo mezzo così impegnativo – se si pensa alla difficoltà di passare dalla comprensione dell’italiano parlato a quella dell’italiano scritto – ci mostrano in maniera palese l’attenzione che hanno per la nuova società e il loro non volersi isolare.

L’Osservatorio media etnici di Etnocommunication – unico network italiano specializzato in comunicazione e marketing multiculturale – ci fornisce interessanti dati per quanto riguarda la presenza in Italia di media dedicati a stranieri, dove gli immigrati non vestono più solo i panni dei lavoratori ma anche quelli di attenti consumatori dell’offerta culturale.

172 programmi radiofonici, 20 trasmissioni televisive, 29 giornali dedicati agli stranieri in Italia: la radio è, tra tutti, il mezzo che registra l’incremento più evidente nell’offerta di programmi etnici. In diretta relazione con la distribuzione territoriale degli stranieri in Italia, la maggior parte dei programmi è trasmessa al Nord. Il contenuto è principalmente a carattere informativo, ma non mancano programmi che affiancano ai fatti di cronaca informazioni e notizie di servizio, inchieste ed approfondimenti, notizie a carattere sociale, storie di successo ed episodi di intolleranza, testimonianze del vivere in Italia. La maggior parte dei programmi è in lingua italiana, ma alcuni programmi sono condotti in più di una lingua. Per quanto riguarda la televisione, si assiste ad una contrazione legata alle difficoltà che si riscontrano nel produrre un programma televisivo, più che ad una mancanza di domanda.
Per quanto riguarda la carta stampata, l’Osservatorio ha censito 29 testate interamente dedicate alle comunità straniere, tutte queste pubblicazioni sono in lingua; queste testate vengono distribuite su tutto il territorio nazionale, presso le edicole dei quartieri a maggiore concentrazione etnica, nei phone center, nei luoghi di ritrovo degli stranieri e presso le rappresentanze diplomatiche e consolari. Questi media si stanno confermando come gli strumenti più efficaci ed efficienti di accoglienza dei migranti, d’altronde sono prodotti welcome: in essi è possibile trovare informazioni e servizi ma anche cultura ed identità.

Come abbiamo visto il nostro Paese dispone di svariate testate giornalistiche e di programmi radiofonici e televisivi che permettono ai vari migranti di sapere quanto avviene nel loro paese d’origine, ma è sicuramente un potente mezzo di comunicazione quale Internet a poter permettere loro di soddisfare bisogni informativi sia nazionali che internazionali. E infatti Internet è molto utilizzato dai migranti, in primo luogo per ragioni affettive: questo mezzo di comunicazione permette infatti ai migranti di potersi mettere in contatto con parenti e amici rimasti in patria e in secondo luogo per bisogni informativi: senza mediazione i migranti vengono a sapere da siti d’informazione quanto sta avvenendo nel loro paese d’origine.

Ovviamente un mezzo di comunicazione come Internet si rivela essere davvero molto interessante in quanto è un mezzo di comunicazione transculturale e transnazionale , supera infatti barriere sia culturali che nazionali per dar luogo ad un vero concetto di comunicazione globale che abbraccia comunità ed etnie diverse.

Il marketing come forma di relazione tra culture diverse

Tesi di Concetta Ciracì. L'articolo è stato tratto dal primo paragrafo del secondo capitolo, "Il ruolo dei media della comunicazione nell’integrazione".

Consulta l'indice della tesi per ulteriori dettagli.
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