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Cercasi moderati disperatamente
Lo scrittore palestinese Muin Masri racconta la rabbia di un popolo

[28/08/2007]

Sul sito di peacereporter.net è comparso qualche mese fa un articolo di Muin Masri, scrittore palestinese curatore di un blog interamente in italiano, che ho deciso di ripubblicare qui perché credo costituisca un ottimo esempio di cosa significhi ascoltare un discorso dell'altro sul noi. Abituati, infatti, a dare voce e ascolto solo al noi, rischiamo di chiuderci dietro parametri di pensiero consolidati e ben oliati che non ci permettono di rimettere in discussione la nostra visione del mondo. Allora è necessario ascoltare tutte le voci, anche le stecche fuori dal coro. Ancora di più quando sono scritte così bene.

Perché Muin Masri quando parla esprime rabbia e non rassegnazione, dice all'occidente le sue responsabilità senza scordare quelle del proprio paese, chiede ai moderati di svelare le proprie ipocrisie e schierarsi senza indugi e porta, infine, una riflessione critica alle democrazie nel loro agire internazionale. E non vi è nulla di più democratico di discutere e riflettere sui limiti di un regime politico, avendone a cuore il suo miglioramento. Anche se poi, a volte, è creduto il contrario. La democrazia come conquista politica non è un dato certo e scontato della realtà, anche se potrebbe sembrare così per noi che ci siamo nati e sempre ci abbiamo vissuto: al contrario, essa è garantita se siamo consapevoli che, a differenza e più di qualsiasi regime politico e organizzazione di governo, nel tempo è necessario porla in discussione, riflettere sui suoi criteri e riformularne i suoi limiti.

La democrazia può durare a lungo solo se viviamo democraticamente. Ecco perché ho deciso di pubblicare qui l'articolo, perché credo che in questo la riflessione di Masri sia un aiuto importante.

Allora buona lettura.

"Abbiamo smarrito la strada senza volerlo e con rabbia. Nessuno come noi l’ha cercata così tanto e a costo della vita. In compenso non vorremo né essere premiati né accusati di nasconderci come dei codardi.

Moderati e feriti. In questi tempi duri, molti, troppi intellettuali occidentali, o presunti tali, dall’indice facile, ci puntano il dito addosso chiedendo come se niente fosse: “Moderati dove siete?”. Strano, come mai in questi anni di dittature e di buchi neri nessuno ha sentito le nostre grida? E’ brutto pensare male, ma può darsi che con la distanza, e questo splendido mare che ci separa, con le sue spiagge dorate, sia facile distrarsi. I moderati occidentali sono fatti così: tacciono spesso quando servono e parlano quando è troppo tardi. Democrazia e libertà è la bandiera di tutti gli uomini liberi. C’è chi è fortunato e l’ha guadagnata già il giorno della sua nascita, mentre altri sono morti sognando un solo momento da veri essere umani. “Mancanza d’informazione”, qualcuno si affretta a concludere. Peccato che appena abbiamo avuto la prima TV libera e in stile occidentale, al-Jazeera, i primi a lamentarsi e a metterla al bando sono stati proprio i difensori degli oppressi, gli statunitensi. Democrazia è la vergine madre di tutti gli aspiranti alla libertà, ci fanno ricordare sempre. Peccato che se i risultati delle elezioni non sono quelli previsti nei loro summit privati, sono capaci di punire tutta la popolazione lasciandola morire di fame. Ripensate, così la prossima volta non potrete sbagliare. Fenomenali questi moderati occidentali, se convinti che una guerra è ingiusta non si lamentano con i loro governi per aver scatenato questa tempesta senza fine, si lagnano di non trovare le persone giuste con cui dialogare. Siamo qui, sotto le bombe degli alleati, chiusi nelle carceri di governi amici degli occidentali, dormiamo nelle tende senza mogli né figli, persi in qualche frontiera amica degli occidentali. Venite, vi prego, venite a cercarci che qui fa buio presto.


Una situazione spinosa. Benvenuti a voi coi vestiti eleganti e la parlata da filosofi, voi che prima di entrare lasciate fuori i vostri lucidi stivali e vi tappate il naso, qui di merda si vive e si muore da anni. Strano che non ve ne siate ancora accorti. E dire che eravate l’unico sponsor in tutti questi anni! Nessun governo arabo avrebbe potuto durare più di un giorno senza il vostro sostegno. Monarchia o repubblica che sia, hanno fatto i vostri interessi con l’unica garanzia di rimanere solidamente sulle loro misere poltrone e per farlo hanno imprigionato migliaia di persone innocenti, fatto sparire altrettanti disgraziati. La loro unica colpa era la voglia delle tanto decantate libertà e democrazia. Non è questo che voi decantate ai quattro venti? Libertà e democrazia, sapeste quanta sofferenza e morti inutili ci sono state nel mondo arabo sognando queste parole. Ci credevano davvero invece sono stati lasciati marcire da soli. Non cercate i moderati, non ci sono più, o meglio, non credono più alle bugie occidentali. In mancanza d’altre prospettive, tutti vorrebbero combattere alla loro maniera, non sono più disposti a fare i mercenari per le cause altrui. Odiano i loro governi e pensano che l’Occidente sia colpevole perché ha consentito o ha chiuso gli occhi. Sono convinti che la pentola a pressione è stata tenuta chiusa troppo grazie anche alla lunga mano dei vostri governanti, la cui unica preoccupazione era solo avere quella firma sui contratti di fornitura del gas, del petrolio, dei minerali… Il resto è una guerra di disinformazione. Adesso che anche voi avete conosciuto la paura, le morti inutili, le bugie, chiedetelo a Gino Strada, non cercate di fare i signori e di camminare con la punta dei piedi per non sporcare il vostro bel vestito. Entrate, entrate e cercate di comportarvi da veri cristiani o da laici onesti, qui di merda si vive e si muore da anni. E chi si scandalizza o parla di religione è male informato o in malafede. Molti che si fanno saltare in aria non sanno nemmeno da che parte sia La Mecca; per loro un inferno è uguale a un altro."
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