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L'evoluzione dei consumi delle famiglie italiane in ''altri beni e servizi''

Autore
Marta Stifani - Università degli Studi di Roma La Sapienza - [2008-09]
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  • Bibliografia
  • Tesi completa: 39 pagine
  • Abstract
    Oggetto della seguente tesi è lo studio del comportamento di consumo delle famiglie italiane nei confronti del capitolo di spesa che l’Istat definisce “Altri beni e servizi”.
    Questa categoria rappresenta al suo interno un’eterogeneità di beni e servizi, che presentano di volta in volta caratteristiche di necessità e discrezionalità: “Onorari liberi professionisti”, “Assicurazioni vita e malattie”, “Barbiere parrucchiere e istituti di bellezza”, “Prodotti per la cura personale”, “Borse valige ed altri effetti personali”, “Pasti e consumazioni fuori casa”, “Alberghi pensioni e viaggi organizzati”, “Argenteria gioielleria bigiotteria ed orologi”.
    Obiettivo principale è quello di descrivere e analizzare queste voci di spesa in un periodo temporale che va dal 2000 al 2008, (comprendente l’avvio dell’attuale crisi economica) e vedere come cambiano i comportamenti di consumo delle famiglie, tenendo conto della loro situazione socio economica (numero componenti, tipologia familiare, condizione professionale e ripartizione geografica).
    A tal fine si farà riferimento ai dati provenienti dall’Istat (Istituto Nazionale di Statistica) che attraverso le rilevazioni campionarie, produce informazioni sui vari comportamenti d’acquisto degli italiani.
    L’incidenza di “Altri beni e servizi” sulla spesa totale, risulta una tra le maggiori rispetto a tutti gli altri capitoli analizzati dall’Istat, nonostante si riduca nell’arco temporale preso in considerazione. Le uniche voci di spesa a registrare un aumento della propria incidenza dal 2000 al 2008, sono quelle relative a beni e servizi per la cura personale e “Pasti e consumazioni fuori casa”.
    L’analisi della composizione del capitolo consente di osservare come “Altri beni e servizi” sia strettamente correlato all’età, alla condizione professionale e alla zona geografica di residenza del consumatore, infatti si notano quote maggiori di spesa per queste categorie al Nord, tra i giovani single o in coppia e con un lavoro qualificato. Il numero di figli o componenti all’interno del nucleo familiare, invece, non risultano discriminanti per questo capitolo di spesa, poiché la presenza di più persone in una famiglia, non determina una differenziazione dell’incidenza di queste voci sulla spesa totale.
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