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Web 3.0: modelli di rappresentazione della conoscenza

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Raffaele Pizzari - Libera Univ. degli Studi Maria SS.Assunta-(LUMSA) di Roma - [2008-09]
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  • Bibliografia
  • Tesi completa: 164 pagine
  • Abstract
    Introduzione ai modelli di rappresentazione della conoscenza.
    La rapida crescita di tutto ciò che includiamo comunemente nella parola “Web” ha contribuito in modo determinate alla proliferazione di fonti di informazioni – certificate e non – e contenuto, accessibili da un qualsiasi terminale che ha accesso alla rete.
    I progressi della tecnologia, soprattutto in ambito informatico, hanno aumentato di anno in anno la velocità dei computer, la banda con la quale accediamo alla rete, la complessità dei messaggi che condividiamo e scambiamo (video, musica, ecc.); il problema che si è venuto quindi a creare riguarda l‟organizzazione di questa nuova conoscenza, e la capacità di accesso degli umani a questo vasto orizzonte di informazioni. In questo momento possiamo essere certi che migliaia di persone stanno consultando documenti over internet dalle proprie case, dagli Internet Point e dagli uffici, migliaia di utenti umani in grado di decifrare la struttura ed il contenuto della rete e di utilizzarla in modo funzionale. La singolarità della situazione sta nel fatto che il contenuto di Internet è in maggior parte incomprensibile per le macchine, dato che è stato concepito e prodotto in un‟ottica unicamente umana. Al fine cambiare la situazione e dare la possibilità alle macchine di comprendere ed interpretare contenuti “umani”, è nato il concetto di “Semantic Web”, ovvero “Web Semantico”. Nell'idea del Web Semantico si annovera il progetto di una nuova struttura delle informazioni, nuovi modelli per la rappresentazione della conoscenza, i quali dovranno essere in grado di essere consultabili dagli umani e in buona parte anche dalle macchine, poiché avranno – nel futuro prossimo – il compito di interpretare le nostre ricerche ed effettuarle al nostro posto in un modo decisamente più performante del nostro, dato che dispongono di una quantità di dati superiore alla nostra cultura individuale ed una potenza di calcolo superiore al più geniale dei nostri esemplari.
    L'organizzazione maggiore che si occupa della progettazione, dello sviluppo e della promozione degli standard web semantici è il W3C (World Wide Web Consortium). Dal 1994 il W3C ha pubblicato più di novanta documenti, simili a definizioni di standard, chiamati “W3C Reccomendations”, che non sono altro che specifiche e guide all‟interno delle quali muoversi per creare il mondo del Web 3.0. La realtà del “Web Semantico” non è così distante da noi, attualmente; numerose tecnologie e altrettanto numerosi standard sono già stati inventati: parliamo degli URI Uniform Resource Identifiers per identificare documenti univoci all‟interno della rete; parliamo dell‟RDF Resource Description Framework, in qualche modo analogo al concetto degli URI e l'OWL Web Ontology Language, per codificare la conoscenza in un'ontologia derivata da modello standard, interpretabile dalle macchine. L'obiettivo consiste nel trasferire tutte le risorse sintattiche della rete in un‟altra rete di stampo semantico.
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